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NOVITÀ |Tatuaggi: un Testimone di Geova può farsene uno? Cosa dice davvero la Bibbia — e cosa tace il manuale degli anziani

Dottrine

Le profezie fallite: 1914, 1925, 1975, e la “generazione”

Un viaggio documentato nelle date annunciate — e poi reinterpretate

Tempo di lettura: ~15 minuti

“Se ciò che il profeta dice nel nome di Geova non si avvera né si realizza, è la parola che Geova non ha detto. Il profeta l’ha detta presuntuosamente. Non temerlo.”

— Deuteronomio 18:22, TNM
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Cari fratelli e lettori curiosi,

1. Questa volta facciamo qualcosa di diverso. Niente teologia astratta, niente speculazioni: solo fatti storici documentati, presi dalle stesse pubblicazioni dell’Organizzazione. Date, pagine, citazioni. Lo facciamo con cura, perché questo è un tema delicato — e perché la verità non ha bisogno di esagerazioni.

2.Il tema è semplice: nel corso del secolo scorso sono state annunciate, dalle pagine di La Torre di Guardia e Svegliatevi!, alcune date precise legate al compimento di profezie bibliche. Quelle date sono passate.Gli eventi annunciati non si sono verificati nei termini originali. E ogni volta, l’intendimento è stato riformulato. Vediamo insieme la cronaca.

3.Non scriviamo questo per polemica. L’abbiamo fatto noi stessi per anni: ripetere date e spiegazioni senza mai aprire una rivista del 1968 o del 1925. Poi l’abbiamo fatto. E quando si leggono le parole originali, tutto cambia.

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1914 — La prima reinterpretazione

4.Oggi sappiamo tutti che 1914 = inizio della “presenza invisibile” di Cristo. Lo abbiamo imparato nei corsi biblici, ai congressi, dalle pubblicazioni. Ma non è quello che fu annunciato originariamente.

5. Charles Taze Russell, fondatore degli Studenti Biblici, e i suoi collaboratori non parlavano di una presenza invisibile che iniziavanel 1914. Parlavano di Armaghedon — conclamato, visibile, definitivo — che si sarebbe completato entrol’autunno del 1914. Le parole sono nere su bianco. Zion’s Watch Tower del 15 luglio 1894, pagina 226, scrisse:

“Bear in mind that the end of 1914 is not the date for the beginning, but for the endof the time of trouble.”
(“Tenete a mente che la fine del 1914 non è la data per l’inizio, ma per la finedel tempo di angustia.”)

Zion’s Watch Tower, 15 luglio 1894, p. 226

6. Lo stesso articolo aggiungeva, riguardo ai calcoli sul 1914: “We see no reason for changing the figures — nor could we change them if we would. They are, we believe, God’s dates, not ours.”(“Non vediamo alcuna ragione per cambiare le cifre — né potremmo cambiarle se lo volessimo. Sono, crediamo, le date di Dio, non le nostre.”)

7.“Le date di Dio, non le nostre.” Tenete a mente questa frase. Tornerà più volte in questo articolo.

8.Cosa successe nell’autunno del 1914? Scoppiò la Prima guerra mondiale — un evento drammatico, certo, ma nonla fine del “tempo di angustia.” Nessuna resurrezione visibile, nessun nuovo ordine, nessuna fine del sistema. La guerra finirà nel 1918 e il mondo continuerà come prima.

9.A quel punto interviene la prima reinterpretazione — e diventa il modello per tutte le successive: la data non era sbagliata, era stata solo interpretata male. 1914 non è più la fine del tempo di angustia, ma l’inizio della presenza invisibile di Cristo. Una presenza che, essendo invisibile, non poteva né essere verificata né smentita. Un problema brillantemente risolto.

10.Russell, peraltro, aveva originariamente collocato la presenza invisibile di Cristo nel 1874. Quando anche quella data si era rivelata silenziosa, era stata spostata. Le stesse pubbliazioni dell’Organizzazione lo riconoscono: nel 1943 il libro The Truth Shall Make You Free sposta la fine dei 6000 anni nel decennio del 1970, e con esso scompare il 1874 come data di parousia.

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1925 — I patriarchi che non tornarono

11.Dopo Russell viene Joseph Franklin Rutherford. Il 21 marzo 1920, all’Hippodrome di New York, tiene una conferenza dal titolo che diventerà celebre: “Millions Now Living Will Never Die”(“Milioni ora viventi non moriranno mai”). Il discorso viene poi stampato in opuscolo e distribuito in milioni di copie.

12.L’annuncio è preciso: nel 1925, sulla Terra, sarebbero tornati alla vita i patriarchi dell’Antico Testamento — Abramo, Isacco, Giacobbe, Davide, e altri “principi” del passato biblico. L’opuscolo scrive:

“Therefore we may confidently expect that 1925 will mark the return of Abraham, Isaac, Jacob and the faithful prophets of old […] to the condition of human perfection.”
(“Possiamo perciò aspettarci con fiducia che il 1925 segnerà il ritorno di Abramo, Isacco, Giacobbe e dei fedeli profeti antichi […] alla condizione di perfezione umana.”)

— J. F. Rutherford, Millions Now Living Will Never Die, 1920, p. 89

13.Non è un’allusione poetica. Rutherford ci credeva al punto da costruire una casa per loro. Nel 1929, a San Diego, in California, viene edificata una villa di dieci stanze in stile spagnolo, su circa quattro ettari di terreno piantumati con olivi, palme e datteri — per far sentire i patriarchi “a casa.” La villa viene chiamata Beth Sarim, dall’ebraico “Casa dei Principi.”

14.L’atto di proprietà, redatto da Rutherford stesso, stabilisce che la villa è tenuta “perpetually in trust” per i principi dell’Antico Testamento, ai quali sarà consegnata appena giungeranno. Nel frattempo — in attesa — Rutherford ne diventa l’amministratore. Vi si trasferisce nel 1930 e vi risiederà fino alla sua morte, nel 1942. La villa disponeva, per i futuri ospiti illustri, anche di una Cadillac sedici cilindri gialla.

15.Il 1925 passa. I patriarchi non arrivano. Beth Sarim rimane di fatto residenza personale di Rutherford. Dopo la sua morte la Società la conserva ancora qualche anno, finché nel 1948 viene venduta. Nel 1950 l’insegnamento del ritorno dei patriarchi prima di Armaghedon viene formalmente abbandonato.

16.Le conseguenze sui fedeli furono pesanti. La frequenza alla Commemorazione — un buon indicatore della partecipazione — cadde da 88.544 nel 1927 a 17.380 nel 1928. Tre quarti dei partecipanti se ne erano andati.

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1975 — La corsa al battesimo

17.Veniamo a un capitolo che molti fratelli anziani ricordano ancora di persona. Negli anni Sessanta l’Organizzazione fa una nuova proposta cronologica: la creazione di Adamo si colloca nel 4026 a.C., e di conseguenzai seimila anni della storia umana terminano nell’autunno del 1975. Sarebbe l’ingresso nel settimo “giorno di riposo” di Geova.

18. Il calcolo viene presentato per la prima volta in modo esplicito in Svegliatevi!dell’8 ottobre 1966, p. 19:

“In quale anno, dunque, terminerebbero i primi 6.000 anni dell’esistenza dell’uomo e anche i primi 6.000 anni del giorno di riposo di Dio? L’anno 1975.”

Awake!, 8 ottobre 1966, p. 19

19.Negli anni successivi, le pubblicazioni riprendono il tema con crescente intensità. La Torre di Guardiadel 1° maggio 1968 (edizione inglese), articolo “Making Wise Use of the Remaining Time”, scriveva:

“Within a few years at most the final parts of Bible prophecy relative to these ‘last days’ will undergo fulfillment, resulting in the liberation of surviving mankind into Christ’s glorious 1,000-year reign.”
(“Entro pochi anni al massimo, le ultime parti della profezia biblica relative a questi ‘ultimi giorni’ avranno il loro compimento, con la liberazione dell’umanità superstite nel glorioso regno millenario di Cristo.”)

The Watchtower, 1° maggio 1968, p. 272

20. Poi La Torre di Guardiadel 15 agosto 1968 pubblica un articolo dal titolo significativo: “Why Are You Looking Forward to 1975?” (“Perché attendi il 1975?”). Il pezzo riconosce che “discussioni animate sono divampate negli ultimi mesi tra studiosi seri della Bibbia […] perché credono che il 1975 segnerà la fine dei 6.000 anni di storia umana dalla creazione di Adamo.”

21.L’effetto sui fedeli fu enorme. Vendere case, rinunciare a studi superiori, posticipare matrimoni e figli, dedicare ogni risorsa al servizio di campo — tutto sembrava saggio se mancavano pochi anni. I numeri lo confermano: i battesimi annuali esplodono.

Battesimi annuali dei Testimoni di Geova

58.904

1966

74.981

1967

120.905

1969

297.000+

1974 (picco)

Fonte: Annuari dei Testimoni di Geova, 1967-1975. Dopo il 1975: calo marcato e migliaia di abbandoni.

22.Il 1975 arrivò. E passò. L’autunno 1975 venne, l’autunno 1976 anche, e con essi cominciò una stagione di crisi interna. Cinque anni dopo, La Torre di Guardia del 15 marzo 1980, p. 17, ammise:

“[…] vi furono altre dichiarazioni pubblicate che davano a intendere che la realizzazione di tali speranze entro quell’anno fosse più una probabilità che una semplice possibilità. È deplorevole il fatto che queste ultime affermazioni evidentemente eclissarono quelle caute e contribuirono a creare un’aspettativa già iniziata.”

La Torre di Guardia, 15 marzo 1980, p. 17

23.Notiamolo bene: si riconosce un errore. Ma l’ammissione è calibrata — “altre dichiarazioni evidentemente eclissarono quelle caute.”La responsabilità viene in parte ridistribuita anche su chi quelle “dichiarazioni cautamente entusiaste” le aveva semplicemente credute.

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La “generazione che non passerà” — tre reinterpretazioni

24.Qui entriamo nel cuore del tema, perché riguarda un versetto centrale: Matteo 24:34. La Traduzione del Nuovo Mondo 2017 dice:

“Vi assicuro che questa generazione non passerà finché non saranno avvenute tutte queste cose.”

— Matteo 24:34, TNM

25.Per decenni l’Organizzazione insegnò in modo chiaro e ripetuto: la generazione di Matteo 24:34 è quella che vide gli eventi del 1914 — cioè persone vive in quell’anno, che non sarebbero morte tutte prima di Armaghedon. Lo si leggeva sul colophon stesso di Svegliatevi!, dove fino al 22 ottobre 1995 era scritto:

“Most important, this magazine builds confidence in the Creator’s promise of a peaceful and secure new world before the generation that saw the events of 1914 passes away.”
(“Cosa più importante, questa rivista accresce la fiducia nella promessa del Creatore di un nuovo mondo pacifico e sicuro prima che passi la generazione che vide gli eventi del 1914.”)

Awake!, masthead, fino al 22 ottobre 1995

26.Il problema, alla metà degli anni Novanta, è aritmetico: chi era adulto nel 1914 ha superato gli 80-90 anni, e la stragrande maggioranza è morta. La “generazione del 1914” sta letteralmente finendo. Serve una nuova spiegazione.

Cronologia delle reinterpretazioni

1995

Prima reinterpretazione

La Torre di Guardia, 1° novembre 1995

La 'generazione' non si riferisce più ai contemporanei degli eventi del 1914, ma a 'tutte le persone della terra che vedono il segno' della presenza di Cristo senza pentirsi.
Esito: Si abbandona il legame diretto con il 1914. Il colophon di Svegliatevi! viene cambiato. La 'generazione' diventa un concetto qualitativo, non più anagrafico.

2008

Seconda reinterpretazione

La Torre di Guardia, 15 febbraio 2008

La 'generazione' è quella degli unti contemporanei degli ultimi giorni.
Esito: Il termine viene di nuovo ristretto: ora indica gli unti, non l'umanità in generale. Il legame col 1914 ricompare sotto traccia.

2010

Terza reinterpretazione: la 'generazione sovrapposta'

La Torre di Guardia, 15 aprile 2010

Gesù evidentemente intendeva che la vita degli unti che erano presenti quando il segno cominciò a manifestarsi nel 1914 si sarebbe sovrapposta a quella di altri unti che avrebbero visto l'inizio della grande tribolazione.
Esito: Nasce l'idea della 'generazione sovrapposta' (overlapping generation): due gruppi di unti le cui vite si toccano, sommando di fatto due durate medie. Così il 1914 resta valido per il tempo necessario.

2014

Ulteriore precisazione

Rassegna annuale del Corpo Direttivo

I due gruppi di unti devono essersi conosciuti e i secondi devono essere stati unti durante la vita dei primi.
Esito: Si aggiunge la richiesta di un 'contatto' tra le due generazioni di unti. La cronologia diventa estremamente elastica: la 'generazione' può essere allungata di decenni.

27.Riassumendo: la stessa frase di Gesù in Matteo 24:34 ha cambiato significato quattro voltein vent’anni. Da “contemporanei del 1914” a “persone malvagie sulla terra” (1995), a “unti contemporanei” (2008), a “due gruppi di unti sovrapposti che si sono conosciuti” (2010-2014).

28.Una domanda fraterna sorge spontanea: se Gesù usava la parola “generazione” in un senso così tecnico e sofisticato — sovrapposizione di unti, conoscenza reciproca, ecc. — chi nell’antichità avrebbe potuto capirlo? E soprattutto: questi quattro significati diversi possono tutti essere venuti dallo stesso spirito santo? Su quest’ultimo punto, abbiamo dedicato una riflessione specifica in “la nuova luce”.

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Il criterio di Deuteronomio 18:21-22

29. La Bibbia stessa ci ha lasciato un metro per distinguere chi parla per Dio da chi non lo fa. Non lo dice un sito esterno, lo dice Deuteronomio 18:21-22 nella Traduzione del Nuovo Mondo:

“Ma forse direte in cuor vostro: ‘Come possiamo sapere se una parola Geova non l’ha detta?’ Se ciò che il profeta dice nel nome di Geova non si avvera né si realizza, è la parola che Geova non ha detto. Il profeta l’ha detta presuntuosamente. Non temerlo.”

— Deuteronomio 18:21-22, TNM

30.Il principio è cristallino e ha tre elementi:

1. Parlare “nel nome di Geova”

Non un’opinione personale, non una previsione laica: un annuncio fatto in nome di Dio.

2. Predire qualcosa di specifico

Una data, un evento, una scadenza verificabile.

3. Verificare se si avvera

Se non si verifica nei termini annunciati, “è la parola che Geova non ha detto.”

31.Notiamo che la Bibbia non lascia spazio a scappatoie come “si è avverato in senso invisibile,” “era una probabilità,” o “non era un’ispirazione ma un’aspettativa.” Il criterio è binario: si avvera o non si avvera. E l’istruzione finale è netta: “non temerlo.”

32.Ora, l’Organizzazione ha parlato “nel nome di Geova”? Si è descritta come portavoce di Dio? Vediamo cosa scrive di sé stessa. La Torre di Guardiadel 1° aprile 1972, p. 197, articolo “They Shall Know That a Prophet Was Among Them”, identifica esplicitamente i Testimoni di Geova come il profeta attuale di Dio:

“So, does Jehovah have a prophet to help them, to warn them of dangers and to declare things to come? […] This ‘prophet’ was not one man, but was a body of men and women. It was the small group of footstep followers of Jesus Christ, known at that time as the International Bible Students. Today they are known as Jehovah’s Christian witnesses.”
(“Geova ha dunque un profeta che li aiuti, che li avverta dei pericoli e che annunci le cose a venire? […] Questo ‘profeta’ non era un solo uomo, ma un corpo di uomini e donne. Era il piccolo gruppo dei seguaci di Gesù Cristo, conosciuti allora come Studenti Internazionali della Bibbia. Oggi sono conosciuti come Testimoni Cristiani di Geova.”)

The Watchtower, 1° aprile 1972, p. 197

33.Non è una nostra interpretazione: la qualifica di “profeta” viene rivendicata esplicitamente dalle stesse pubblicazioni. E se siamo profeti, allora il criterio di Deuteronomio 18:22 si applica.

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Matteo 24:36 — Gesù ci aveva avvertiti

34.C’è un dettaglio toccante: nello stesso capitoloin cui Gesù parla della “generazione,” pochi versetti dopo, dice qualcosa che riguarda direttamente questo tema. Matteo 24:36, TNM:

“Riguardo a quel giorno e a quell’ora nessuno sa nulla, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre.”

— Matteo 24:36, TNM

35.“Né gli angeli, né il Figlio.” Nemmeno Gesù, mentre era sulla terra, conosceva la data. Solo il Padre. Se Gesù stesso non si azzardava a fissare un calendario, su quale base lo fanno uomini duemila anni dopo?

36.E negli Atti 1:7, ancora più esplicito, il Cristo risorto risponde ai discepoli che gli chiedevano una data:

“Non spetta a voi conoscere i tempi o le stagioni che il Padre ha posto sotto la sua propria autorità.”

— Atti 1:7, TNM

37.“Non spetta a voi.” È difficile immaginare un’istruzione più chiara contro la pratica di fissare date escatologiche. Eppure, come abbiamo visto, 1914, 1925, 1975 sono state proprio questo: date messe sotto la nostra autorità, non sotto quella del Padre.

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Cosa significa per noi, oggi

38.Tutto questo ci tocca da vicino, e in maniere diverse. Forse abbiamo un nonno che vendette la casa nel 1974. Forse una sorella che rinunciò a studiare medicina perché mancavano pochi anni. Forse abbiamo noi stessi ripetuto a un parente curioso: “Vedrai, la generazione del 1914 non passerà.” Le date non sono soltanto numeri su una pagina: sono scelte, rinunce, vite intere.

39.La domanda fraterna che ci poniamo non è chiabbia sbagliato. La domanda è un’altra, ed è più importante: se Geova non parla per qualcuno su queste profezie, su quali altre cose parla per loro?E come distinguiamo, oggi, le cose su cui Geova parla davvero da quelle in cui — con tutta la buona fede del mondo — uomini imperfetti hanno fatto calcoli imperfetti?

40.La risposta che troviamo nelle Scritture è rassicurante e libera: la nostra fede non deve dipendere da date umane né da intermediari, ma da Cristo. Romani 10:13 dice: “chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato.” Lo abbiamo approfondito in Bersaglio Mancato e in opere o fede.

41.E se in cuor nostro stiamo già facendo i conti con tutto questo, sappiamo di non essere soli. Molti fratelli, in silenzio, stanno facendo gli stessi percorsi di lettura. Per chi vuole una guida pratica, abbiamo raccolto alcune riflessioni in “da chi ce ne andremo” e in lo schiavo fedele. Se sei genitore o studente, anche il kit studente offre strumenti concreti per affrontare le domande con calma.

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Una riflessione fraterna

42.Non stiamo giudicando nessuno. Russell era convinto di servire Dio. Rutherford era convinto di servire Dio. I fratelli che nel 1974 vendettero la casa erano convinti di servire Dio. Lo siamo stati anche noi quando ripetevamo le date. La buona fede non è in discussione.

43.Ciò che il principio di Deuteronomio 18 ci chiede non è di condannare le persone, ma di valutare i messaggi. Se un messaggio non si avvera, Dio stesso ci dice di non temerlo — cioè di non lasciarcene paralizzare, di non subordinarvi le nostre scelte di vita.

44.E questo non è allontanarsi da Geova: è obbedirgli. È Lui che ci ha dato il criterio in Deuteronomio. È Cristo che ha detto “non spetta a voi conoscere i tempi.” Quando verifichiamo, stiamo facendo esattamente quello che la Bibbia ci chiede di fare.

“Verificate ogni cosa e attenetevi a ciò che è eccellente.”

— 1 Tessalonicesi 5:21, TNM

45.Non vi chiediamo di credere a noi. Vi chiediamo di aprire le riviste, leggere le pagine citate, verificare le date. Lo possiamo fare tutti su wol.jw.org — sono le pubblicazioni ufficiali, è il loro stesso archivio. Verificate, e poi parlate con Geova nel silenzio della vostra coscienza.

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Un Membro degli Amanti della Verità

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Fonti

  1. Zion’s Watch Tower, 15 luglio 1894, p. 226 — “The end of 1914 is not the date for the beginning, but for the end of the time of trouble.”
  2. J. F. Rutherford, Millions Now Living Will Never Die, 1920, p. 89-90 — ritorno di Abramo, Isacco e Giacobbe nel 1925.
  3. Beth Sarim, San Diego, 1929-1948— villa costruita per ospitare i patriarchi resuscitati; proprietà ceduta a Rutherford per 10 dollari; venduta dalla Società nel 1948.
  4. Svegliatevi! (Awake!), 8 ottobre 1966, p. 19 — “In quale anno terminerebbero i primi 6.000 anni? L’anno 1975.”
  5. The Watchtower, 1° maggio 1968, p. 272 — “Within a few years at most…” (Making Wise Use of the Remaining Time).
  6. The Watchtower, 15 agosto 1968 — “Why Are You Looking Forward to 1975?” — disponibile su wol.jw.org.
  7. The Watchtower, 1° aprile 1972, p. 197 — “They Shall Know That a Prophet Was Among Them”: identificazione esplicita dei Testimoni di Geova come “profeta” di Dio.
  8. La Torre di Guardia, 15 marzo 1980, p. 17 — ammissione parziale sulle aspettative del 1975: “dichiarazioni che davano a intendere […] una probabilità più che una semplice possibilità.”
  9. La Torre di Guardia, 1° novembre 1995 — prima reinterpretazione di “generazione”: non più contemporanei del 1914 ma persone della terra che vedono il segno.
  10. La Torre di Guardia, 15 febbraio 2008 — seconda reinterpretazione: “generazione” come unti contemporanei degli ultimi giorni.
  11. La Torre di Guardia, 15 aprile 2010 — terza reinterpretazione: “generazione sovrapposta” (overlapping generation).
  12. Rassegna annuale del Corpo Direttivo, 2014 — precisazione: i due gruppi di unti devono essersi conosciuti.
  13. Annuari dei Testimoni di Geova, 1967-1976 — statistiche battesimi 1966 (58.904), 1967 (74.981), 1969 (120.905), picco 1974 (297.000+).
  14. Deuteronomio 18:21-22; Matteo 24:34; Matteo 24:36; Atti 1:7; 1 Tessalonicesi 5:21 — Traduzione del Nuovo Mondo, verificabili su jw.org.
  15. Tutte le citazioni di pubblicazioni ufficiali dell’Organizzazione sono consultabili pubblicamente sull’archivio Watchtower Online Library: wol.jw.org.
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