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NOVITÀ |Tatuaggi: un Testimone di Geova può farsene uno? Cosa dice davvero la Bibbia — e cosa tace il manuale degli anziani

Dottrine

Compleanno: i Testimoni di Geova ora possono festeggiarli?

Un articolo, un paragrafo, e un principio che si applica da solo.

Fonte: Svegliatevi!dell’8 luglio 2004 · ~9 minuti di lettura

Cari fratelli e lettori curiosi,

oggi vogliamo guardare insieme un singolo paragrafo. Non è nostro: è di Svegliatevi!dell’8 luglio 2004, sezione “I lettori ci scrivono”. Le parole sono delle pubblicazioni ufficiali. Noi le leggiamo con calma e ne traiamo le conseguenze.

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Il paragrafo

Ecco quanto scriveva Svegliatevi! nel 2004:

“I cristiani non osservano festività o usanze che continuano a essere legate a false credenze religiose o ad attività contrarie ai princìpi biblici. Ad esempio, la Bibbia presenta senz’altro le feste di compleanno sotto una cattiva luce. (Genesi 40:20; Matteo 14:6-10) Tuttavia, quando è chiaramente evidente che oggi un’usanza non ha più una connotazione religiosa e non comporta la violazione di princìpi biblici, ciascun cristiano deve decidere personalmente se seguire o meno tale usanza.

Svegliatevi!, 8 luglio 2004, “I lettori ci scrivono”

Rileggiamo con calma la seconda parte. “Quando è chiaramente evidente che oggi un’usanza non ha più una connotazione religiosa” — la decisione spetta personalmente al cristiano.

Questo non è un’opinione né una concessione mascherata: è il principioche l'Organizzazione stessa ha pubblicato nelle proprie riviste ufficiali. E ora guardiamo cosa succede quando questo principio viene applicato a un’altra usanza.

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Il caso del brindisi

C’era un’epoca, nelle congregazioni, in cui alzare un calice per fare un brindisi era off-limits. L’insegnamento era chiaro: il gesto aveva origini pagane — riti antichi, libagioni offerte agli dèi greco-romani. La connessione con quelle origini bastava per evitarlo.

Poi, anni dopo, La Torre di Guardiaè tornata sull’argomento. Non per condannare ulteriormente, ma per dire l’opposto: oggi, nel contesto sociale in cui viviamo, alzare un bicchiere per augurare il bene a qualcuno non è più percepito come un gesto religioso. È un’usanza secolare, di buon augurio. Quindi — frase chiave — è una questione di coscienza personale.

Cosa era cambiato tra il primo insegnamento e l’aggiornamento? Le origini storiche del brindisi sono diverse? No. La storia è rimasta identica. È cambiato il modo di applicare il principio del 2004: si è guardato al contesto attuale, non al passato remoto. Si è valutato come la gente di oggi vive il gesto. Si è concluso che la coscienza personale può decidere.

A Geova non interessano le origini archeologiche di un’usanza. Gli interessa come quell’usanza viene vissuta oggi, nel contesto sociale in cui ci troviamo. È esattamente il principio che lui stesso ha ispirato a Svegliatevi! nel 2004.

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Ma la Bibbia ne parla solo male

Abbiamo sentito anche noi questo argomento tante volte: nella Bibbia compaiono solo due feste di compleanno — quella del Faraone (Genesi 40:20-22 TNM) e quella di Erode (Marco 6:21-28 TNM) — e in entrambe qualcuno muore. Conclusione: a Geova non piacciono i compleanni.

Ci ha colpito però una cosa. Se applichiamo davvero questo ragionamento — “se la Bibbia ne parla solo o quasi sempre in modo negativo, allora è sbagliato” — arriviamo a conclusioni che nessuno di noi accetterebbe.

I cani.La Bibbia menziona i cani circa 40 volte, e quasi sempre in senso negativo: “cane morto” come insulto (1 Samuele 24:14; 2 Samuele 9:8 TNM), “il cane torna al suo vomito” (Proverbi 26:11; 2 Pietro 2:22 TNM), “non date ciò che è santo ai cani” (Matteo 7:6 TNM), “guardatevi dai cani” (Filippesi 3:2 TNM), e perfino “fuori i cani” nell’ultimo capitolo della Bibbia (Rivelazione 22:15 TNM). Eppure nessuno di noi pensa che avere un cane in casa sia peccato.

I banchetti nuziali.Il primo banchetto di nozze raccontato in dettaglio nella Bibbia è quello di Sansone con i filistei e finisce con trenta uomini uccisi (Giudici 14:10-19 TNM). Lo stesso compleanno di Erode è legato a un matrimonio illecito con la cognata. Eppure Gesù sceglie proprio un banchetto nuziale per il suo primo miracolo (Giovanni 2:1-11 TNM), e il Regno di Dio è paragonato alle nozze (Matteo 22:2; Rivelazione 19:7 TNM).

La danza.È il dettaglio che ci ha sorpreso di più. La danza appare nei due episodi più gravi della Bibbia: il vitello d’oro (Esodo 32:19 TNM) e — proprio — il compleanno di Erode, dove Salomè danza (Marco 6:22 TNM). Eppure Davide danza davanti all’Arca (2 Samuele 6:14 TNM) e i Salmi ci invitano a lodare Dio “con tamburello e danza” (Salmo 149:3; 150:4 TNM).

Il punto non è discutere su cani, nozze o danza. Il punto è che due aneddoti negativi non bastano per dichiarare proibita una cosa. È esattamente il principio che l’Organizzazione stessa ha riconosciuto in Svegliatevi! del 2004 sul brindisi.

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E i compleanni?

E qui torniamo al punto. Il paragrafo del 2004 menziona esplicitamente i compleanni. E pone — anche se forse non era nelle intenzioni di chi lo scrisse — la domanda chiave:

Oggi, una festa di compleanno ha ancora una connotazione religiosa?

Pensiamoci con onestà. Una torta. Le candeline. La canzone “Tanti auguri a te”. Un regalo. Famiglia e amici riuniti. Quale rito religioso si compie?Quale divinità viene invocata? Quale superstizione si pratica?

Le candeline non sono altari. La torta non è un sacrificio. La canzone “Happy birthday to you”è stata composta da due insegnanti americane nel 1893 come canto educativo. Non c’è una sola pratica religiosa coinvolta nel modo in cui i cristiani occidentali, oggi, festeggiano un compleanno. È una celebrazione laica e familiare — un’occasione per dire a una persona: “sono felice che tu esista.”

I due episodi biblici citati (Faraone in Genesi 40 ed Erode in Matteo 14) raccontano feste in cui vennero commessi omicidi. Il problema biblico non era il compleanno: era l’omicidio. Se Erode avesse fatto decapitare Giovanni Battista durante un banchetto qualunque, o un matrimonio, o una festa di vittoria militare, il problema sarebbe stato identico. La Bibbia non condanna le feste: registra ciò che accadde durante quelle feste.

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Una svolta del 1936

Non sempre è stato così. Per molti anni gli Studenti Biblici — i nostri fratelli prima dell’adozione del nome “Testimoni di Geova” nel 1931 — festeggiavano i compleanni come tutti.

Lo riconosce la stessa Organizzazione in un articolo de La Torre di Guardia (paragrafo 67, wol.jw.org/it): nel 1936“Cristo raffinò il popolo”, facendo abbandonare diverse pratiche allora considerate non più appropriate, tra cui i compleanni e il fumo del tabacco.

Ci siamo fermati a riflettere su una cosa semplice. Negli anni ’30, in Italia, in America, in tutta la cristianità, i compleanni non erano percepiti come una pratica pagana. Erano una normale ricorrenza familiare. Nessuna società dell’epoca classificava queste cose come “religiose”.

Eppure il messaggio fu: fino a ieri andava bene, da oggi non va più bene.

Quasi settant’anni dopo, nel 2004, l’Organizzazione pubblica quel paragrafo nelle “Domande dei lettori” di Svegliatevi!. E dice una cosa molto onesta: quando un’usanza nel paese in cui viviamo non ha più connotazione religiosa, diventa una questione di coscienza personale.

Lo stesso principio. La stessa logica. Ma intanto, per i compleanni, il divieto resta.

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Lele e il dolce, e Pietro che rinnega Cristo

C’è una cosa che ci pesa nel cuore, e di cui vorremmo parlare con calma.

Da anni, alle adunanze e alle assemblee, viene mostrato a centinaia di migliaia di bambini un video della serie Diventa amico di Geova: “Festeggiare i compleanni”. La scena è semplice: a scuola c’è la festa di compleanno di un compagno. Lele, dopo aver detto che non può partecipare, mangia un pezzettino di dolce.

E poi, in lacrime, sente che Geova non è più suo amico. Il suo gesto viene paragonato — nella narrazione del video stesso — a Pietro che rinnega Cristo tre volte (Matteo 26:69-75 TNM).

Ci fermiamo qui un attimo. Questo è un video pensato per bambini, mostrato in contesti dove sono presenti migliaia di altri bambini. La conclusione che imparano è semplice e brutale:

  • un dolcetto = il tradimento di Cristo
  • mangiare una fetta di torta = perdere l’amicizia di Geova

Mettiamo questo accanto al paragrafo del 2004 che abbiamo letto insieme. Da una parte, l’Organizzazione scrive che certe usanze sono “questione di coscienza personale” quando non hanno più connotazione religiosa. Dall’altra, ai bambini si dice che assaggiare un dolce a una festa di scuola li trasforma in piccoli Pietri che rinnegano Cristo.

Possono coesistere queste due cose? Davvero?

Non vogliamo accusare nessuno. Vogliamo solo che ognuno di noi si fermi e si chieda — onestamente, davanti a Geova — se il peso emotivo che mettiamo sui nostri figli per un pezzo di torta è proporzionato a ciò che le Scritture davvero ci chiedono. Pietro ha rinnegato il Figlio di Dio davanti a una serva, mentre Cristo veniva processato a morte (Marco 14:66-72 TNM). Lele ha mangiato un dolcetto.

Forse, prima di insegnare a un bambino di sentirsi un traditore di Cristo, ci tocca verificare con la Bibbia in mano se è davvero questo che Geova chiede.

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Il principio che si applica da solo

Mettiamo insieme i pezzi.

L'Organizzazione stessa, nel 2004, ha scritto: “quando è chiaramente evidente che oggi un’usanza non ha più una connotazione religiosa… ciascun cristiano deve decidere personalmente.”

L’aggiornamento sul brindisi ha confermato: il criterio non è l’origine antica, è il significato attuale.

Oggi, una festa di compleanno familiare:

  • Non ha connotazione religiosa
  • Non comporta violazione di princìpi biblici
  • Non invoca dèi, non offre sacrifici, non compie riti

Allora — secondo il principio dell'Organizzazione stessa — è una questione di coscienza personale.

Non lo diciamo noi. Lo dice Svegliatevi! del 2004, applicato con la stessa logica usata per il brindisi.

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Una riflessione fraterna

Lasciaci chiudere come fratelli, non come polemisti.

Forse sei nato in una famiglia dove i compleanni non si sono mai festeggiati. Forse hai visto il compleanno di tuo figlio passare senza una candelina, e dentro di te qualcosa si è chiesto se davvero è quello che Geova ti chiede. Forse hai mostrato il video di Lele a tuo figlio e gli hai visto in faccia quel peso, e qualcosa dentro non ti è tornato. Forse hai letto quel paragrafo del 2004 mille volte, ma nessuno ha mai messo in parallelo il caso del brindisi, il 1936, e quel video.

Vogliamo dirti: non è ribellione applicare il principio che l'Organizzazione stessa ha pubblicato. Non è apostasia leggere Svegliatevi!fino in fondo, prendere sul serio la seconda metà del paragrafo, e usare la coscienza che Geova ci ha dato.

“Verificate ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente” (1 Tessalonicesi 5:21, TNM 2017). Verificare include anche leggere le riviste della propria organizzazione con attenzione, e applicare i loro stessi princìpi con coerenza.

Se vuoi approfondire il pattern “perdita giudiziaria → nuova luce” di cui questi aggiornamenti fanno parte, lo trovi qui: La “nuova luce”: ecco cosa significa realmente. E se vuoi uno strumento più ampio per riflettere su queste cose con calma, c’è il Kit dello Studente.

— Un Membro degli Amanti della Verità

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Fonti

  • Svegliatevi!, 8 luglio 2004, sezione “I lettori ci scrivono” — jw.org/it
  • La Torre di Guardia, paragrafo 67 (1936 — Cristo raffinò il popolo) — wol.jw.org/it
  • Video Diventa amico di Geova — Festeggiare i compleanni (Lele) — jw.org/it
  • Genesi 40:20 — festa di compleanno del Faraone
  • Matteo 14:6-10; Marco 6:21-28 — festa di compleanno di Erode
  • Marco 14:66-72; Matteo 26:69-75 — Pietro rinnega Cristo
  • 1 Tessalonicesi 5:21 — “Verificate ogni cosa” (TNM 2017)