La Bomba BluLa Bomba Blu

NOVITÀ |Tatuaggi: un Testimone di Geova può farsene uno? Cosa dice davvero la Bibbia — e cosa tace il manuale degli anziani

Dottrine

“Prendete, mangiate”: lo stiamo facendo davvero?

La Commemorazione della morte di Gesù — Cosa comandò Gesù, e cosa stiamo facendo noi?

Tempo di lettura: ~12 minuti

“Gesù prese un pane e, dopo aver pronunciato una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo.’”

— Matteo 26:26
• • •

Giovedì sera, milioni di persone in tutto il mondo si riuniranno per la Commemorazione della morte di Gesù Cristo. È l’evento più importante dell’anno per i Testimoni di Geova — l’unica celebrazione che osservano. E fanno bene: Gesù stesso comandò ai suoi discepoli di ricordare la sua morte.

Ma cosa comandò esattamente? E quello che avviene oggi nelle Sale del Regno corrisponde davvero a ciò che Gesù istituì quella sera?

In Atti 17:11 leggiamo che i cristiani di Berea “accolsero la parola con il più grande desiderio di apprendere, esaminando attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se le cose stavano così.” Questi bereani non accettavano nulla per sentito dire — nemmeno le parole dell’apostolo Paolo. Verificavano tutto con le Scritture. Con questo spirito, esaminiamo ciò che la Bibbia dice realmente sulla Commemorazione.

• • •

La scena nella Sala del Regno

Se hai mai partecipato alla Commemorazione dei Testimoni di Geova, sai cosa succede. L’oratore tiene un discorso sul significato della morte di Cristo. Poi il pane azzimo viene spezzato e passato tra i presenti. E il vino viene versato e passato allo stesso modo.

Ma ecco il dettaglio che colpisce: nessuno tocca nulla. Il pane passa di mano in mano, e ognuno lo passa al vicino senza prenderne. Il vino fa lo stesso giro — e torna indietro intatto.

Su circa 20 milioni di presenti in tutto il mondo, solo poche migliaia prendono gli emblemi. Tutti gli altri — la stragrande maggioranza — si limitano a osservare. Guardano il pane. Guardano il vino. E li passano oltre.

Ma è questo che Gesù intendeva quando disse “fate questo in ricordo di me”?

• • •

Cosa disse Gesù

Leggiamo direttamente le parole di Gesù quella sera, riportate nei Vangeli e da Paolo.

“Gesù prese un pane e, dopo aver pronunciato una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo.’”

— Matteo 26:26

“Prese anche un calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: ‘Bevetene, voi tutti.’”

— Matteo 26:27

“Inoltre, prese un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: ‘Questo significa il mio corpo, che dev’essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me.’”

— Luca 22:19

“Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, continuate a proclamare la morte del Signore, finché egli venga.”

— 1 Corinti 11:26

“Prima l’uomo esamini se stesso e accerti di essere degno, e così mangi del pane e beva del calice.”

— 1 Corinti 11:28

Notiamo tre cose fondamentali:

1. “Prendete” è un imperativo. Non è un suggerimento. Non è un invito facoltativo. Gesù non disse “guardate il pane” o “passatelo e basta”. Disse “prendete, mangiate”. È un comando diretto.

2. “Voi tutti” non significa “alcuni di voi”. Quando Gesù disse “bevetene, voi tutti”, non fece distinzioni. Non disse “solo voi undici”, né “solo quelli con una speranza celeste”. Disse “voi tutti”. Tutti quelli presenti dovevano bere.

3. Paolo scrisse a TUTTA la congregazione, senza distinzioni di classe. In 1 Corinti 11, Paolo non sta scrivendo a un gruppo elitario all’interno della congregazione. Sta scrivendo a tutti i cristiani di Corinto. Non dice “chi tra voi è un unto esamini se stesso”. Dice semplicemente: “l’uomo esamini se stesso e accerti di essere degno, e così mangi del pane e beva del calice” (1 Corinti 11:28). Nessuno viene escluso. Nessunoviene invitato a “solo guardare”.

• • •

Il pane è un simbolo — e allora?

Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma il pane e il vino sono solo simboli! Non è che mangiando il pane si riceve davvero qualcosa.”

È vero: il pane e il vino sono simboli. Gesù usò molte metafore per descrivere se stesso e il suo ruolo:

“Io sono la porta.”

— Giovanni 10:9

“Io sono la vera vite.”

— Giovanni 15:1

“Io sono la via, la verità e la vita.”

— Giovanni 14:6

E in Giovanni 6:63, Gesù stesso chiarì: “È lo spirito che vivifica; la carne non giova a nulla.” Quindi sì, il pane è un simbolo. Ma il fatto che sia un simbolo rende il rifiuto di prenderlo ancora più significativo, non meno.

Pensateci: se qualcuno vi offrisse un anello di fidanzamento e voi diceste “è solo un simbolo, non lo prendo”, quale messaggio stareste mandando? Il simbolo ha valore proprio perché rappresenta qualcosa di reale. Rifiutare il simbolo è rifiutare ciò che rappresenta.

E Gesù fu molto chiaro su cosa significhi rifiutare:

“In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.”

— Giovanni 6:53-54

“Se non mangiate... non avete la vita in voi.”Queste parole non lasciano spazio all’ambiguità. Gesù non disse “se non fate parte di un gruppo selezionato”. Disse “se non mangiate”. Punto.

• • •

Chi ci ha detto di non prendere?

Se Gesù disse “prendete, mangiate” e “bevetene, voi tutti”, allora chi ha detto alla maggioranza dei presenti di non prendere?

La risposta sta nella dottrina delle “due classi” insegnata dall’organizzazione dei Testimoni di Geova. Secondo questa dottrina, esistono due gruppi distinti di cristiani:

I 144.000— un gruppo limitato di cristiani “unti” che hanno una speranza celeste. Solo loro avrebbero il diritto di prendere il pane e il vino.

La “grande folla”— tutti gli altri cristiani, che hanno una speranza terrena. Questi devono limitarsi a osservare.

Ma questa divisione regge all’esame delle Scritture? Facciamo alcune domande critiche.

Giovanni 10:16 — “Altre pecore”

L’organizzazione insegna che le “altre pecore” di Giovanni 10:16 sono la “grande folla” con speranza terrena. Ma il contesto mostra chiaramente che Gesù stava parlando dei gentili — i non ebrei che sarebbero diventati suoi discepoli. Le “altre pecore” non sono una seconda classe di cristiani, ma i cristiani di origine non giudaica. Gesù disse: “E ho altre pecore, che non sono di questo ovile; anche quelle devo condurre, e ascolteranno la mia voce, e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.” Un solo gregge. Non due classi.

144.000 — letterale o simbolico?

Il numero 144.000 appare nel libro della Rivelazione (Apocalisse) — un libro pieno di simboli, bestie con sette teste, cavalli di diversi colori, una donna vestita di sole. Se interpretiamo i 144.000 letteralmente, allora dovremmo interpretare letteralmente anche tutto il resto. Ma l’organizzazione stessa riconosce che la maggior parte della Rivelazione è simbolica. Perché allora proprio questo numero dovrebbe essere letterale?

Inoltre, Rivelazione 7:4 dice che i 144.000 provengono dalle “dodici tribù dei figli d’Israele”. Se il numero è letterale, allora anche la provenienza dovrebbe esserlo — e i 144.000 dovrebbero essere tutti ebrei letterali. Ma l’organizzazione interpreta le tribù in modo simbolico. Non si può interpretare il numero letteralmente e la provenienza simbolicamente quando fa comodo.

Efesini 4:4-5 — “Un’unica speranza”

“C’è un solo corpo e un solo spirito, come anche siete stati chiamati in un’unica speranza della vostra chiamata; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.”

— Efesini 4:4-5

Paolo non scrisse “due speranze”. Scrisse “un’unica speranza”. Non “una speranza celeste per alcuni e una terrena per altri”. Un’unica speranza per tutti i cristiani. Questa scrittura da sola dovrebbe far riflettere chiunque accetti l’idea delle due classi.

Quando iniziò questa pratica?

La distinzione tra chi prende gli emblemi e chi no non risale al I secolo. Non fu insegnata da Gesù, né dagli apostoli, né dai primi cristiani. Fu introdotta nel 1935da Joseph F. Rutherford, secondo presidente della Watch Tower Society. Fu lui a insegnare che la “grande folla” di Rivelazione 7:9 avesse una speranza terrena e non dovesse prendere gli emblemi.

Per quasi 1.900 anni di cristianesimo, nessuno aveva mai insegnato che dei cristiani dovessero assistere alla Commemorazione senza prendere il pane e il vino. Questa è un’invenzione del XX secolo, non un insegnamento biblico.

• • •

L’invito di Gesù è ancora aperto

Qualcuno potrebbe pensare: “Ma io non sono degno di prendere il pane e il vino.” Ebbene, nemmeno Pietro lo era. Pietro, che avrebbe rinnegato Gesù tre volte quella stessa notte, mangiò il pane e bevve il vino. Giuda, il traditore, era appena uscito (secondo il racconto di Giovanni). Ma Pietro, con tutte le sue debolezze e i suoi futuri fallimenti, prese gli emblemi.

E cosa scrisse Paolo?

“Prima l’uomo esamini se stessoe accerti di essere degno, e così mangi del pane e bevadel calice.”

— 1 Corinti 11:28

Notate: Paolo non disse “esamini se stesso e poi decida se è un unto o no”. Disse “esamini se stesso e così mangi”. L’esame di coscienza non serve a decidere se si ha il diritto di prendere — serve a prepararsi a prendere con il giusto atteggiamento.

Nessun versettonella Bibbia dice “alcuni prendano, altri guardino”. Nessun versetto istituisce due classi di cristiani con diritti diversi alla cena del Signore. Nessun versetto dice che la maggioranza dei credenti debba limitarsi a passare il pane senza toccarlo.

Quando il pane passerà davanti a voi, chiedetevi: chi vi ha detto di non prenderlo — e chi vi ha detto di prenderlo? La risposta alla prima domanda è un gruppo di uomini. La risposta alla seconda è Gesù Cristo stesso.

• • •

“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”

— 1 Tessalonicesi 5:21

“Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi.”

— Giovanni 8:32

Un Membro degli Amanti della Verità
31/03/2026

• • •

Scritture citate

  • Matteo 26:26-27
  • Luca 22:19
  • 1 Corinti 11:26, 28
  • Giovanni 6:53-54, 63
  • Giovanni 10:9, 16
  • Giovanni 14:6
  • Giovanni 15:1
  • Efesini 4:4-5
  • Rivelazione 7:4, 9
  • Atti 17:11
  • 1 Tessalonicesi 5:21
  • Giovanni 8:32
• • •

Pubblicazioni consultate

  • Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture — Watch Tower Bible and Tract Society
  • La Torre di Guardia, 15 febbraio 1985 — “La grande folla: una speranza celeste o terrena?”
  • La Torre di Guardia, 1° gennaio 2007 — “Chi dovrebbe prendere gli emblemi?”
  • Perspicacia nello studio delle Scritture, vol. 1, voce “Commemorazione”
  • Cosa insegna realmente la Bibbia?, cap. 5 — Watch Tower Bible and Tract Society
  • J. F. Rutherford, discorso al congresso di Washington D.C., 1935 — introduzione della distinzione “unti/altre pecore”
• • •

La Bomba Blu © 2026