Dottrine
“Dove due o tre sono radunati”
Serve davvero un’organizzazione per adorare Dio?
Tempo di lettura: ~25 minuti
“Dove sono due o tre radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro.”
La domanda che molti non osano farsi
1.C’è una domanda che molti credenti portano nel cuore ma non osano mai pronunciare ad alta voce: “Devo per forza far parte di un’organizzazione per adorare Dio nel modo giusto?” È una domanda scomoda. Chi la pone viene spesso guardato con sospetto, come se il solo fatto di chiederlo significasse avere una fede debole, un cuore ribelle, o un atteggiamento apostata. Eppure è una domanda legittima. Anzi, è una domanda che le Scritture stesse ci invitano a porci.
2.Per molti Testimoni di Geova, la risposta è stata data fin dal primo studio biblico: “Sì, Dio ha un’organizzazione sulla terra e devi farne parte per salvarti.” Questa convinzione è così profondamente radicata che mettere in discussione l’organizzazione equivale, nella mente di molti, a mettere in discussione Dio stesso. Ma è davvero così? L’organizzazione e Dio sono la stessa cosa? E soprattutto: cosa dice la Bibbia?
3.In questo articolo esamineremo le Scritture con onestà e senza preconcetti. Non per distruggere la fede di nessuno, ma per rafforzarla — liberandola da ciò che gli uomini hanno aggiunto e restituendola al fondamento su cui dovrebbe poggiare: la Parola di Dio. Come ci esorta l’apostolo Paolo: “Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente” (1 Tessalonicesi 5:21).
Domande di ripasso:
(a) Perché la domanda sulla necessità di un’organizzazione è considerata scomoda?
(b) Per molti Testimoni, mettere in discussione l’organizzazione equivale a cosa?
(c) Qual è l’obiettivo dichiarato di questo articolo?
Cosa insegnano le pubblicazioni
4.Le pubblicazioni dei Testimoni di Geova insegnano in modo chiaro e ripetuto che la salvezza è legata all’appartenenza all’organizzazione. La Torre di Guardia del 15 novembre 1994 dichiarò: “A meno che non siamo in contatto con questo canale di comunicazione usato da Dio, non faremo progressi sulla via della vita, a prescindere da quanto possiamo leggere la Bibbia.” Riflettiamo su queste parole: secondo questa affermazione, leggere la Bibbia da soli non basta. Serve un intermediario. Serve un’organizzazione.
5. La Torre di Guardiadel 15 luglio 2011 fu ancora più esplicita: “Senza l’aiuto dello ‘schiavo fedele e discreto’ non saremmo in grado di comprendere pienamente ciò che leggiamo nella Parola di Dio.” In pratica, la Bibbia — secondo queste pubblicazioni — non è sufficiente da sola. Ha bisogno di un interprete ufficiale. Ma questa idea è biblica? Esaminiamo cosa dicono effettivamente le Scritture.
6. L’apostolo Paolo scrisse a Timoteo: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, completamente equipaggiato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:16-17). Notate: Paolo dice che la Scrittura rende l’uomo di Dio pienamente competente e completamente equipaggiato. Non “parzialmente”. Non “a condizione che abbia anche le pubblicazioni di un’organizzazione”. Pienamente. Completamente. Se la Bibbia è sufficiente a rendere un cristiano completamente equipaggiato, che bisogno c’è di un intermediario?
Domande di ripasso:
(a) Cosa affermava la Torre di Guardiadel 1994 riguardo alla lettura della Bibbia senza l’organizzazione?
(b) Secondo 2 Timoteo 3:16-17, la Scrittura è sufficiente da sola?
(c) Se la Bibbia rende l’uomo “completamente equipaggiato”, cosa implica questo per la pretesa di un intermediario?
La domanda della samaritana
7.Uno degli episodi più rivelatori su questo tema si trova in Giovanni 4. Una donna samaritana incontra Gesù al pozzo di Giacobbe. I samaritani e i giudei avevano un conflitto secolare su dovefosse corretto adorare Dio: i giudei dicevano a Gerusalemme, i samaritani dicevano sul monte Garizim. Due organizzazioni religiose, due luoghi sacri, due pretese di legittimità.
8.La donna pose a Gesù esattamente la domanda che molti di noi si pongono oggi: “I nostri antenati adoravano su questo monte, ma voi dite che il luogo dove si deve adorare è a Gerusalemme” (Giovanni 4:20). In altre parole: “Qual è il posto giusto? Qual è l’organizzazione giusta?”
9.La risposta di Gesù avrebbe dovuto chiudere il dibattito per sempre: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. [...] Viene l’ora, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità, perché il Padre cerca tali adoratori” (Giovanni 4:21, 23).
10.Gesù non rispose: “Il posto giusto è Gerusalemme” o “Il posto giusto è il monte Garizim.” Non disse nemmeno: “Il posto giusto sarà una Sala del Regno” o “Il posto giusto sarà l’organizzazione che io stabilirò.” Disse l’esatto contrario: non conta il dove. Conta il come. Non conta la struttura. Contano lo spirito e la verità.
11.La parola greca per “spirito” è πνεῦμα (pneuma), che indica la forza vitale interiore, la disposizione del cuore. La parola per “verità” è ἀλήθεια (aletheia), che non significa semplicemente “informazione corretta”, ma realtà autentica, trasparenza, integrità. Gesù stava dicendo che la vera adorazione non dipende dal luogo, dall’edificio o dall’organizzazione. Dipende dal cuore e dalla verità.
12.Questo principio è rivoluzionario. Se la vera adorazione è “con spirito e verità”, allora nessun gruppo umano può arrogarsi il monopolio dell’adorazione accettabile. Nessuna organizzazione può dire: “Solo attraverso di noi puoi raggiungere Dio.” Perché Gesù ha appena detto che Dio non cerca un’organizzazione — cerca un cuore.
Domande di ripasso:
(a) Qual era il conflitto tra giudei e samaritani riguardo all’adorazione?
(b) Come rispose Gesù alla domanda della samaritana sul luogo giusto per adorare (Giovanni 4:21-23)?
(c) Cosa significano pneuma e aletheianel contesto di Giovanni 4, e perché questo è rilevante?
“Doni sotto forma di uomini”
13.A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “Ma la Bibbia parla di anziani, sorveglianti, pastori. Non dimostra questo che serve un’organizzazione strutturata?” Esaminiamo cosa dicono effettivamente le Scritture. In Efesini 4:8,11 Paolo scrisse: “Quando salì in alto condusse prigionieri; diede doni sotto forma di uomini. Ed egli diede alcuni come apostoli, alcuni come profeti, alcuni come evangelizzatori, alcuni come pastori e maestri.”
14.Sì, Gesù diede alla congregazione cristiana uomini con ruoli di guida. Ma quale tipo di guida? Qual era il modello? Per capirlo, dobbiamo esaminare cosa dicono le Scritture sulla natura di questi ruoli, non sulla struttura che gli uomini hanno costruito intorno ad essi.
15. In Atti 20:28, Paolo disse agli anziani di Efeso: “Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge, fra il quale lo spirito santo vi ha costituiti sorveglianti, per pascere la congregazione di Dio.” Notate: “anziani” e “sorveglianti” sono usati in modo intercambiabile. Non sono due livelli gerarchici diversi. Sono lo stesso ruolo. Nel testo greco, πρεσβύτερος (presbyteros, “anziano”) e ἐπίσκοπος (episkopos, “sorvegliante”) si riferiscono alle stesse persone. Non c’è una gerarchia a più livelli nel Nuovo Testamento.
16.E qual era il loro compito? “Pascere il gregge.” Il verbo greco è ποιμαίνειν (poimainein), che significa nutrire, proteggere, prendersi cura. Non “comandare”. Non “controllare”. Non “stabilire regole”. Un pastore nutre le pecore. Non le possiede.
17.Pietro confermò questo principio in 1 Pietro 5:2-3: “Pascete il gregge di Dio che è affidato alla vostra cura, non per forza, ma volontariamente; non per amore di un guadagno disonesto, ma con premura; non signoreggiando su quelli che sono l’eredità di Dio, ma divenendo esempi del gregge.” “Non signoreggiando.” La parola greca è κατακυριεύοντες (katakurieuontes) — “dominare, esercitare signoria, impadronirsi di”. Pietro sta proibendo esplicitamente agli anziani di comportarsi come padroni del gregge.
18.E Gesù stesso stabilì il principio in modo inequivocabile. In Luca 22:25-26 disse: “I re delle nazioni signoreggiano su di esse, e quelli che esercitano autorità su di esse sono chiamati Benefattori. Voi, però, non dovete essere così. Ma chi fra voi è il più grande divenga come il più piccolo, e chi dirige come colui che serve.”
19.E in Matteo 23:8-10 fu ancora più diretto: “Ma voi non fatevi chiamare Rabbi, perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Inoltre, non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il vostro Padre, quello celeste. Né fatevi chiamare ‘guide’, perché la vostra Guida è una sola, il Cristo.” “Voi siete tutti fratelli.” Non c’è una classe dirigente e una classe diretta. Non c’è un “corpo direttivo” e un gregge che deve obbedire senza fare domande. Siete tutti fratelli.
20.Sì, le Scritture prevedono ruoli di servizio nella congregazione. Ma questi ruoli sono di servizio, non di dominio. Sono funzionali, non gerarchici. Un anziano biblico è un fratello maturo che nutre, incoraggia e protegge — non un funzionario che impone regole, convoca tribunali, e decide chi è degno dell’approvazione di Dio. La differenza tra il modello biblico e quello che molte organizzazioni hanno costruito è abissale.
Domande di ripasso:
(a) Qual è la relazione tra “anziano” e “sorvegliante” nel Nuovo Testamento?
(b) Cosa proibì esplicitamente Pietro agli anziani in 1 Pietro 5:2-3?
(c) Secondo Matteo 23:8-10, quale rapporto dovrebbe esistere tra i cristiani?
Il criterio di Gesù: non dove, ma come
21.Se Gesù non ha indicato un’organizzazione specifica come requisito per la vera adorazione, quale criterio ha stabilito per riconoscere i suoi veri discepoli? La risposta è in Giovanni 13:35: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore fra voi.”
22.Il criterio non è l’appartenenza a un’organizzazione. Non è il numero di ore di predicazione. Non è la frequenza alle riunioni. Non è l’obbedienza a un corpo direttivo. Il criterio è uno solo: l’amore. La parola greca usata è ἀγάπη (agape) — l’amore che si dona senza condizioni, che non tiene il conto dei torti, che non esclude nessuno.
23.In Matteo 7:16, Gesù aggiunse un secondo criterio di riconoscimento: “Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?” Non disse: “Li riconoscerete dalla loro dottrina” o “Li riconoscerete dalla loro organizzazione.” Disse: “Li riconoscerete dai loro frutti.” Le azioni. I risultati. Il modo in cui trattano le persone.
24.E quali sono questi frutti? Paolo li elencò in Galati 5:22-23: “Il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mitezza, autocontrollo. Contro tali cose non c’è legge.” Notate l’ultima frase: “contro tali cose non c’è legge.” Nessuna organizzazione, nessun regolamento, nessun comitato giudiziario può opporsi a questi frutti. Se una persona mostra amore, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mitezza e autocontrollo — quella persona sta producendo il frutto dello spirito. E non ha bisogno di una tessera associativa per dimostrarlo.
25.Facciamo ora un esercizio onesto. Rileggiamo l’elenco di Galati 5:22-23 e chiediamoci: un sistema che pratica l’ostracismo verso chi se ne va, che separa le famiglie, che scoraggia il pensiero critico, che punisce chi fa domande — sta producendo questi frutti? O sta producendo frutti di un altro tipo? L’albero si riconosce dai frutti. Sempre.
Domande di ripasso:
(a) Quale criterio stabilì Gesù per riconoscere i suoi veri discepoli (Giovanni 13:35)?
(b) Quali sono i frutti dello spirito elencati in Galati 5:22-23?
(c) Un sistema che pratica l’ostracismo e separa le famiglie sta producendo i frutti dello spirito?
“Ho altre pecore che non sono di questo recinto”
26.In Giovanni 10:16, Gesù pronunciò parole che molte organizzazioni preferiscono non analizzare troppo a fondo: “Ho altre pecore che non sono di questo recinto; anche quelle devo condurre, e ascolteranno la mia voce, e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.”
27.La parola greca per “recinto” è αὐλή (aule), che indica un cortile, un recinto chiuso. Gesù stava dicendo ai giudei del suo tempo: “Le mie pecore non sono confinate nel vostro recinto. Ho pecore anche fuori.” E il risultato finale non è che tutte le pecore entrano in un unico recinto — ma che diventano un solo gregge sotto un solo pastore.
28.Il gregge è unito dal pastore, non dal recinto. È unito da Cristo, non da un’organizzazione. Questo principio è confermato da Efesini 4:4-6: “C’è un solo corpo e un solo spirito, come pure siete stati chiamati nell’unica speranza a cui siete stati chiamati; un solo Signore, un’unica fede, un solo battesimo; un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra tutti, opera attraverso tutti e è in tutti.”
29.Notate cosa unisce i cristiani secondo questo passo: un corpo, uno spirito, una speranza, un Signore, una fede, un battesimo, un Dio. Non “un’organizzazione”. Non “un corpo direttivo”. Non “un insieme di regole umane”. L’unità cristiana è un’unità spirituale, non organizzativa. È un’unità di fede e di amore, non di struttura e di controllo.
30.Se Gesù ha “altre pecore” fuori dal recinto che conosciamo, allora chi siamo noi per dire che Dio riconosce come suoi adoratori soloquelli che appartengono al nostro gruppo? Chi siamo noi per tracciare confini che Gesù stesso non ha tracciato? La presunzione di essere gli unici veri adoratori è una presunzione che le Scritture non sostengono — anzi, che Gesù ha esplicitamente smentito.
Domande di ripasso:
(a) Cosa intendeva Gesù con “altre pecore che non sono di questo recinto” (Giovanni 10:16)?
(b) Secondo Efesini 4:4-6, cosa unisce i cristiani?
(c) Perché la pretesa di essere gli unici veri adoratori non è sostenuta dalle Scritture?
Allora non serve la congregazione?
31.A questo punto è importante fare una distinzione fondamentale. Questo articolo non sta dicendo che la comunione con altri credenti non sia importante. La Bibbia stessa la incoraggia. Ebrei 10:24-25 dice: “E prestiamo attenzione gli uni agli altri per incitarci all’amore e alle opere eccellenti, non abbandonando la nostra comune adunanza, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma incoraggiandoci a vicenda, e tanto più in quanto vedete avvicinarsi il giorno.”
32.Sì, riunirsi è importante. Incoraggiarsi a vicenda è importante. Ma notate cosa dice il versetto e cosa nondice. Dice: “incitarci all’amore e alle opere eccellenti” e “incoraggiandoci a vicenda”. Non dice: “sottomettersi a un’organizzazione”. Non dice: “obbedire a un corpo direttivo.” Non dice: “frequentare una specifica struttura religiosa a pena di distruzione.” L’adunanza di Ebrei 10:25 è un incontro di incoraggiamento fraterno — non un obbligo istituzionale.
33.E torniamo alle parole di Gesù che danno il titolo a questo articolo. Matteo 18:20: “Dove sono due o tre radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro.” Due o tre. Non duecento. Non duemila. Non otto milioni. Due o tre persone radunate nel nome di Cristo sono sufficienti perché Gesù sia presente in mezzo a loro. Non servono Sale del Regno. Non servono strutture gerarchiche. Non servono rapporti mensili. Servono due o tre cuori sinceri — e Cristo è lì.
34. La differenza è tra comunione e istituzione. La Bibbia incoraggia la comunione: riunirsi liberamente con altri credenti per pregare, studiare le Scritture, incoraggiarsi a vicenda, mostrare amore pratico. Questo è bello e necessario. Ma la Bibbia non comanda l’appartenenza a un’istituzione che pretende di essere l’unico canale di Dio sulla terra, che impone regole non scritturali, e che punisce chi se ne va.
35.Gesù stesso lo confermò in Giovanni 14:6: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Per mezzo di me— non per mezzo di un’organizzazione. L’unico mediatore tra Dio e gli uomini è Cristo (1 Timoteo 2:5). Non un gruppo di uomini a Warwick, New York. Non un comitato che si riunisce a porte chiuse. Cristo. Solo Cristo.
Domande di ripasso:
(a) Cosa incoraggia Ebrei 10:24-25, e cosa non dice?
(b) Quante persone servono perché Cristo sia presente, secondo Matteo 18:20?
(c) Qual è la differenza tra “comunione” e “istituzione”?
“Si potrebbe obiettare...”
36.Ogni analisi onesta deve confrontarsi con le obiezioni. Esaminiamo le più comuni.
Obiezione 1: “Ma Dio ha sempre avuto un’organizzazione — Israele era un’organizzazione!”
È vero che Dio usò la nazione di Israele come suo popolo eletto. Ma cosa successe? Israele fallì ripetutamente, e Dio alla fine rigettò quel sistema. In Matteo 21:43, Gesù disse: “Il Regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una nazione che ne produca i frutti.” Dio non è legato a una struttura. Quando un’organizzazione smette di produrre frutti, Dio la supera. Inoltre, il nuovo patto stabilito da Cristo è fondato sulla fede personale, non sull’appartenenza nazionale o istituzionale (Geremia 31:33-34).
Obiezione 2: “Ma senza un’organizzazione, come si mantiene l’ordine? Paolo disse che Dio non è un Dio di disordine (1 Corinti 14:33).”
Il contesto di 1 Corinti 14:33 riguarda l’ordine durante le riunioni cristiane — non la necessità di una struttura gerarchica mondiale. Paolo stava dicendo che quando i cristiani si riuniscono, devono farlo con ordine e rispetto reciproco. Questo non richiede un’organizzazione centralizzata. Richiede maturità cristiana e rispetto. Le prime congregazioni erano autonome e decentrate — non esisteva un “quartier generale” che dettasse regole uniformi a tutti.
Obiezione 3: “Ma il corpo direttivo del I secolo a Gerusalemme non dimostra che serve un’organizzazione centrale?”
Atti 15 descrive una riunione a Gerusalemme per risolvere una questione specifica: la circoncisione dei gentili. Ma questa riunione non era un “corpo direttivo permanente” nel senso moderno del termine. Era un consiglio di anziani e apostoli che si riunirono per affrontare una controversia specifica. E la decisione fu presa non per imposizione autoritaria, ma perché “parve bene allo spirito santo e a noi” (Atti 15:28). Inoltre, nelle lettere di Paolo non c’è traccia di un organo centralizzato che diriga tutte le congregazioni. Paolo stesso resistette a Pietro quando lo ritenne in errore (Galati 2:11) — dimostrando che non esisteva una gerarchia infallibile.
Obiezione 4: “Ma se ognuno interpreta la Bibbia a modo suo, non si finisce nel caos?”
Gesù promise che lo spirito santo avrebbe guidato i suoi discepoli “in tutta la verità” (Giovanni 16:13). La guida dello spirito santo non richiede un intermediario umano. Inoltre, è un fatto storico che anche le organizzazioni centralizzate producono interpretazioni errate — e quando lo fanno, milioni di persone seguono l’errore in blocco. La storia dei Testimoni di Geova stessa è piena di dottrine cambiate, date sbagliate, e “nuova luce” che ha sostituito vecchie certezze. L’unità forzata non è garanzia di verità. La verità si trova nelle Scritture, non nelle direttive di un’organizzazione.
Obiezione 5: “Ma l’arca di Noè non dimostra che serve un luogo specifico per salvarsi?”
L’arca di Noè è spesso usata come illustrazione per dire che l’organizzazione è come l’arca: se non sei dentro, muori. Ma questa analogia ha un problema fondamentale: nella Bibbia, l’arca rappresenta Cristo, non un’organizzazione. In 1 Pietro 3:20-21, Pietro collega l’arca al battesimo— non all’appartenenza a un gruppo. La salvezza è “in Cristo” (2 Corinti 5:17), non “in un’organizzazione”. Usare l’arca per giustificare la necessità di una struttura umana è un’analogia che la Bibbia stessa non supporta.
Un invito allo studio personale
37.Se siete arrivati fin qui, avete dimostrato coraggio. Avete letto analisi che probabilmente contraddicono ciò che vi è stato insegnato per anni. E so che non è facile. Ma il percorso verso la verità non è mai facile — è però sempre liberatorio.
38.Vi invito a prendere la vostra Bibbia — la TNM, quella che avete in casa — e a leggere personalmente i seguenti passi. Non con gli occhiali di un’organizzazione. Non con un articolo della Torre di Guardia accanto. Solo voi e la Parola di Dio:
- Giovanni 4:20-24 — La vera adorazione
- Matteo 18:20 — Dove due o tre sono radunati
- Giovanni 13:35 — Il criterio di Gesù
- Giovanni 10:16 — Le altre pecore
- Efesini 4:4-6 — L’unità cristiana
- Galati 5:22-23 — I frutti dello spirito
- Matteo 23:8-10 — Voi siete tutti fratelli
- 1 Pietro 5:2-3 — Non signoreggiare sul gregge
- Ebrei 10:24-25 — Incoraggiarsi a vicenda
- Giovanni 14:6 — La via, la verità e la vita
- 1 Timoteo 2:5 — Un solo mediatore
- 2 Timoteo 3:16-17 — La Scrittura è sufficiente
39.Lasciate che queste Scritture parlino da sole. Non abbiate paura di ciò che troverete. La verità non teme l’esame. Solo la menzogna ha bisogno di muri per proteggersi.
40.Ricordate: non vi sto chiedendo di lasciare la vostra fede. Vi sto chiedendo di rafforzarla. Di costruirla sulla roccia delle Scritture, non sulla sabbia delle tradizioni umane. Di adorare Dio “con spirito e verità” — non con paura e conformismo.
41.La Bibbia non vi chiede di trovare la vera organizzazione. Vi chiede di trovare il vero Dio. E il vero Dio non abita in strutture costruite dall’uomo — abita nel cuore di chi lo cerca con sincerità. “Dove sono due o tre radunati nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18:20). Non serviva altro allora. Non serve altro oggi.
“La Bibbia non ti chiede di trovare la vera organizzazione. Ti chiede di trovare il vero Dio. E il vero Dio non abita in strutture costruite dall’uomo — abita nel cuore di chi lo cerca con sincerità.”
Con amore cristiano e rispetto sincero,
Un Membro degli Amanti della Verità
31/03/2026
Scritture citate
- Matteo 18:20
- Giovanni 4:20-24
- Giovanni 10:16
- Giovanni 13:35
- Giovanni 14:6
- Giovanni 16:13
- Matteo 7:16
- Matteo 21:43
- Matteo 23:8-10
- Luca 22:25-26
- Atti 15:28
- Atti 20:28
- Efesini 4:4-6
- Efesini 4:8,11
- Galati 2:11
- Galati 5:22-23
- Ebrei 10:24-25
- 1 Pietro 3:20-21
- 1 Pietro 5:2-3
- 1 Timoteo 2:5
- 2 Timoteo 3:16-17
- 2 Corinti 5:17
- 1 Corinti 14:33
- Geremia 31:33-34
- 1 Tessalonicesi 5:21
Pubblicazioni citate
- Torre di Guardia, 15 novembre 1994
- Torre di Guardia, 15 luglio 2011
- Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture— Watch Tower Bible and Tract Society
