Dottrine
Cosa significa davvero essere Testimoni di Geova?
Una domanda che mi sono fatto guardandomi attorno in Sala — e che forse non sono l’unico a farsi.
Tempo di lettura: ~8 minuti
“Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’ entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è in cielo.”
“Diventate operatori della parola, e non semplici uditori che ingannano se stessi con falsi ragionamenti.”
Cari fratelli e lettori curiosi
1.Cari fratelli e lettori curiosi, vogliamo condividere con voi una domanda che ci gira in testa da un po’ di tempo. Una di quelle domande che, una volta che ti si appoggiano sul petto, non vanno più via finché non le guardi negli occhi. E forse, mentre la leggete, scoprirete che non siamo stati gli unici a fargliela — semplicemente, magari, voi non l’avete ancora messa in parole.
2. La domanda è questa: cosa significa, davvero, essere Testimoni di Geova?
3.Non è una domanda accademica. È nata da qualcosa di molto concreto: ci siamo guardati attorno, in Sala, in servizio, durante le adunanze di circoscrizione — e abbiamo notato una cosa che ci ha fatto fermare a pensare.
Quello che ci siamo trovati a notare
4. Sia chiaro: i fratelli che conosciamo, nella stragrande maggioranza, sono persone buone. Cuori grandi, molta dedizione, tanti sacrifici fatti per qualcosa in cui credono. Non stiamo parlando di nessuno in particolare, e non stiamo puntando il dito.
5.Però — e qui c’è il “però” che ci ha fatto riflettere — ci siamo accorti che, per molti di noi, essere Testimoni di Geova sembra essersi ridotto a una serie di cose visibili:
- usare il nome di Geova,
- fare le preghiere,
- andare in servizio,
- essere presenti alle adunanze.
6.Tutte cose buone. Tutte cose che fanno parte della nostra vita di adoratori. Ma la domanda, ad essere onesti, ci è venuta lo stesso: sono davvero queste cose, da sole, a rendere una persona Testimone di Geova? Oppure ci stiamo confondendo tra il segnale e la sostanza?
I fratelli che non possono andare in Sala
7. Pensiamo, per un momento, ai nostri fratelli incarcerati a causa della fede. In Russia, in Eritrea, in Corea del Sud per obiezione di coscienza. Sono fratelli che, in questo momento, non vanno alle adunanze. Non possono uscire in predicazione. Non frequentano la Sala del Regno. Non partecipano alle assemblee.
8.Eppure nessuno di noi, in cuor suo, direbbe che non sono Testimoni di Geova. Anzi: spesso li guardiamo come esempi di fedeltà che a noi, qui fuori, fanno quasi impressione.
9. E allora la domanda diventa più precisa. Cosa li rende Testimoni di Geova,se non è quello che vediamo da fuori? Cosa li rende fratelli, se non sono in Sala con noi?
10.La risposta, quando ci siamo fermati a pensarci, ci è sembrata limpida: li rende Testimoni di Geova il fatto che, nelle scelte concrete della loro vita, mettono al primo posto i principi biblici. Anche quando costa caro. Anche quando non conviene affatto. Anche quando la conseguenza è la prigione.
11.Quella è la sostanza. Tutto il resto — servizio, adunanze, ruoli — sono espressioni di quella sostanza, non la sostanza stessa.
Cosa ci diceva davvero Gesù
12. Cerchiamo di andare alla fonte. Vi invitiamo a verificare voi stessi, Bibbia alla mano, ogni cosa che leggete qui.
13.Gesù, in Matteo 7:21-23, dice qualcosa che fa tremare le ginocchia se ce lo prendiamo sul serio:
“Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’ entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è in cielo. In quel giorno molti mi diranno: ‘Signore, Signore, non abbiamo profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome espulso demoni, e nel tuo nome compiuto molte opere potenti?’ E allora dichiarerò loro: ‘Non vi ho mai conosciuti! Andate via da me, voi operatori di illegalità.’”
14.Notiamo bene cosa dice Gesù. Queste persone usavano il suo nome. Predicavano nel suo nome. Compivano opere potentinel suo nome. Da fuori sembravano i più ferventi di tutti. E lui dice: non vi ho mai conosciuti.
15.Perché? Perché mancava la cosa essenziale: fare la volontà del Padre. Tutto il resto, da solo, non basta.
16.E Giacomo, fratello di Gesù, lo dice ancora più diretto: “Diventate operatori della parola, e non semplici uditori che ingannano se stessi con falsi ragionamenti” (Giacomo 1:22). Non bastano gli orecchi. Non basta la presenza fisica. Servono le mani, i piedi, le scelte.
17. Giovanni dice la stessa cosa con altre parole: “Figlioletti, non amiamo a parole né con la lingua, ma con azioni e verità”(1 Giovanni 3:18). L’amore vero non è quello che si dichiara — è quello che si fa.
18.E Michea, secoli prima, aveva già riassunto tutto in un versetto che dovremmo rileggere lentamente:
“O uomo, egli ti ha detto cos’è buono. E che cosa Geova richiede da te se non di esercitare giustizia, di amare la bontà e di camminare modestamente con il tuo Dio?”
19.Tre cose. Giustizia, bontà, umiltà davanti a Dio. Non un elenco di adempimenti, non un calendario, non un quoziente di ore. Tre posture del cuore che si vedono nelle scelte di tutti i giorni.
E quindi, cosa significa davvero?
20.Se mettiamo insieme tutto questo, ci sembra che essere davvero Testimoni di Geova significhi qualcosa di molto più profondo — e di molto più impegnativo — di una check-list settimanale.
21. Significa essere onesti in ogni cosa, anche quando una piccola bugia ci farebbe comodo. Significa essere amorevoli anche con il nostro nemico, come ci ha chiesto esplicitamente Gesù in Matteo 5:44. Significa essere umili, anche quando potremmo gonfiare un po’ il petto. Significa perdonare davvero, anche quando ci hanno ferito. Significa fare scelte che non ci convengono quando sappiamo che è quello che Geova ci chiede.
22.Gesù lo ha riassunto in due comandamenti, dai quali, dice lui stesso, dipende tutta la Legge:
“‘Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.’ Questo è il più grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: ‘Devi amare il tuo prossimo come te stesso.’ Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.”
23.Tutto qui. Amare Geova con tutto te stesso, e amare il prossimo come te stesso. Se in una mia giornata quest’amore non si vede — in come parlo della persona che mi sta antipatica, in come gestisco un torto subito, in come tratto chi non mi può restituire il favore — allora posso essere andato anche a tre adunanze quella settimana: c’è qualcosa che non torna.
E adesso la parte scomoda — per noi stessi
24. Vogliamo essere onesti con voi: scrivendo questo articolo, non ci sentiamo per niente in cattedra. Anzi. Ogni riga ce la stiamo dicendo prima di tutto a noi stessi.
25. Anche a noi capita, tante volte, di non riuscirci al 100%. Capita di sentirci superbi quando dovremmo essere umili. Capita di giudicare un fratello in cuor nostro invece di amarlo. Capita di rispondere male a casa, di tagliare corto con chi avrebbe bisogno di noi, di pensare prima al nostro tornaconto. Capita.
26.E proprio per questo questa riflessione non è un’accusa — né agli altri né a voi. È un noi. Un “forse stiamo perdendo di vista qualcosa, possiamo rimetterlo a fuoco insieme?”
27.Perché se essere Testimone di Geova si riduce a partecipare alle attività, e dentro di noi l’amore, l’onestà, la mitezza non crescono — forse stiamo somigliando più alle persone di cui Gesù parla in Matteo 7:21 che a quelle di cui parla in Michea 6:8. Vale la pena fermarsi un attimo a chiederselo, con la Bibbia in mano.
Alcune domande per fermarci a pensare
1.Se domani, per qualunque motivo, non potessi più andare in Sala né uscire in servizio — rimarrei comunque, agli occhi di Geova, un suo testimone?
2.Le persone che mi stanno attorno — vicini, colleghi, familiari non credenti — cosa riconoscerebbero in me per prima cosa: la mia partecipazione alle attività congregazionali, o il mio modo di trattare gli altri?
3. Quando faccio una scelta importante, mi chiedo davvero cosa farebbe Gesù— oppure mi chiedo solo cosa direbbero in congregazione?
4.Quando leggo Matteo 7:21-23, riesco a essere davvero sicuro che Gesù non stesse parlando anche di me?
5.Se “tutta la Legge” dipende dall’amore per Dio e per il prossimo (Matteo 22:40), quanto spazio occupa davverol’amore nella mia vita di fede — rispetto alle altre cose?
Se anche tu ti stai facendo queste domande
28.Se leggendo qualcosa ti ha risuonato dentro — sappi che non sei solo. E sappi che non c’è niente di sbagliato in te. Anzi: la Bibbia stessa ci invita a “accertarci di ogni cosa” (1 Tessalonicesi 5:21) e a essere come i bereani, che “esaminavano ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stessero così”(Atti 17:11). Verificare non è mancare di rispetto. Verificare è amare la verità.
29.A noi, una volta cominciato a porci queste domande, è capitato di scoprire che la Bibbia, letta con cuore aperto, dice cose molto più semplici e molto più liberanti di quelle che ci eravamo abituati a sentire. Cose che parlano di un Padre che ama, non di un giudice che controlla.
30. Se vuoi continuare a riflettere con noi, partendo da temi semplici e fraterni, qui ci sono alcuni articoli che potresti voler leggere con calma, sempre con la Bibbia accanto:
- Si viene salvati per opere o per fede? — perché la salvezza, secondo Paolo, è un dono, non una prestazione.
- Lo “schiavo fedele e saggio” — cosa dice davvero Matteo 24 sul ruolo che lo schiavo ha ricevuto.
- “Da chi ce ne andremo?” — come adorano i veri adoratori, secondo le parole di Gesù stesso.
31.Leggili con spirito critico. Apri la TNM e controlla ogni versetto. Non credere a noi sulla parola — non sarebbe nemmeno cristiano da parte tua. Verifica tutto, e tieni solo quello che è eccellente (1 Tessalonicesi 5:21).
Una parola finale, da fratello a fratello
32.Non scriviamo queste cose per disturbare la tua pace. Le scriviamo perché ci interessa veramente che Geova ci riconosca — non come quelli che hanno detto “Signore, Signore” senza fare la sua volontà, ma come figli che hanno cercato di vivere davvero, ogni giorno, quello che dice la sua Parola.
33.Se ti stai già ponendo le stesse domande, non sei un fratello debole. Sei un fratello sveglio. E forse Geova, attraverso il suo spirito, ti sta proprio invitando a guardare meglio — con calma, con preghiera, e con la Bibbia aperta.
“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”
Tuo fratello,
Veramente Libero
Scritture citate
- Matteo 5:44
- Matteo 7:21-23
- Matteo 22:37-40
- Michea 6:8
- Giacomo 1:22
- 1 Giovanni 3:18
- Atti 17:11
- 1 Tessalonicesi 5:21
