1Due immagini, a confronto
1. Cari fratelli e lettori curiosi, per anni, dentro la sala, il Dio che ci è stato presentato somigliava a un amministratore. Tiene il conto delle ore. Valuta la fedeltà. Applica regole. Sanziona le disubbidienze. Premia il rendimento. È un’immagine che, a guardarla bene, somiglia molto a un manager— e pochissimo a un padre.
2. Eppure Cristo, ogni volta che ha parlato di Dio, ha usato una parola: Abbà. “Papà”. Non “Signore Direttore”. Non “Capo dell’organizzazione”. Papà. È una parola di intimità, di casa, di confidenza — non di gerarchia.
2Il Padre della parabola
3. Il figliol prodigo torna a casa. Ha sprecato l’eredità. Si è preparato un discorso. E quando è ancora lontano, il padre lo vede — e corre. Non aspetta. Non interroga. Non convoca un comitato. Non pretende un riadeguamento delle ore di servizio. Lo abbraccia, lo bacia, gli mette l’anello.
4. Questo è il Padre di Gesù. Non è una metafora carina — è il punto. Cristo ci ha consegnato un’immagine precisa di chi è Dio: un padre che, prima ancora di sapere cosa hai da dire, ti corre incontro.
| Aspetto | Dio amministratore | Padre di Luca 15 |
|---|---|---|
| Verbo dominante | Valutare, sanzionare | Vedere da lontano, correre |
| Quando torni | Verifica dei requisiti, comitato | Abbraccio prima ancora del discorso |
| Metro | Ore di servizio, rendimento | “Era perduto, è stato ritrovato” |
| Nome | Signore, Direttore | Abbà (papà) |
3La rivoluzione silenziosa
5. La rivoluzione, alla fine di questo cammino, è qui. Non è “lasciare un’organizzazione”: può accadere, o non accadere, è una conseguenza personale. La rivoluzione è cambiare l’immagine di Dio. Da Direttore a Padre. Da contabile a corridore di parabole. Da giudice rigido ad abbraccio che precede ogni parola.
6. Quando questa immagine cambia, cambia tutto: la preghiera, la lettura, la coscienza, il rapporto con se stessi e con gli altri. E se il Padre corre incontro al figlio, cos’è davvero il peccato? E cos’è davvero la salvezza? La risposta passa da una parola greca: hamartia, bersaglio mancato. È il punto della prossima lezione.
