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Riflessione I di III

Lo schiavo fedele è realmente guidato da Dio?

Il 1914, lo schiavo fedele, e le domande che ogni cristiano sincero ha il diritto di porsi.

Tempo di lettura: ~15 minuti

“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”

— 1 Tessalonicesi 5:21
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Cari fratelli e care sorelle, vi scrivo con affetto sincero e con il cuore di chi ha percorso la stessa strada che state percorrendo voi. So cosa significa amare Geova con tutto il cuore. So cosa significa aver dedicato la propria vita alla verità. E so cosa significa trovarsi davanti a domande scomode che non si possono più ignorare.

Questa riflessione non nasce per distruggere la fede di nessuno. Nasce per fare esattamente ciò che ci è stato insegnato fin dal primo giorno: verificare. Se la verità è vera, non ha nulla da temere dall’esame. Se la verifichi e regge, la tua fede ne uscirà più forte che mai.

Tutto ciò che troverete qui può essere verificato con la vostra Bibbia, con le pubblicazioni della Società Torre di Guardia, e con fonti storiche accessibili a chiunque. Non vi chiedo di credermi. Vi chiedo solo di controllare.

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Il calcolo che porta al 1914

Il 1914 è la data più importante nell’intero sistema dottrinale dei Testimoni di Geova. È la data in cui, secondo l’insegnamento ufficiale, Gesù Cristo avrebbe iniziato a regnare in cielo in modo invisibile, dando inizio agli “ultimi giorni”. Ed è la data su cui si fonda l’autorità del Corpo Direttivo come “schiavo fedele e discreto”.

Come si arriva al 1914? Il calcolo si basa su tre passi:

  1. Il punto di partenza: il 607 a.E.V.— L’organizzazione insegna che Gerusalemme fu distrutta da Nabucodonosor nel 607 a.E.V., data che segnerebbe l’inizio dei “tempi dei Gentili” (Luca 21:24).
  2. La durata: 2.520 anni— Basandosi su Daniele capitolo 4 (il sogno dell’albero di Nabucodonosor) e applicando la regola “un giorno per un anno” (Numeri 14:34; Ezechiele 4:6), i “sette tempi” vengono calcolati come 7 × 360 giorni = 2.520 giorni, trasformati in 2.520 anni.
  3. Il punto di arrivo: 1914— Partendo dal 607 a.E.V. e contando 2.520 anni si arriva al 1914 E.V.

Il ragionamento sembra logico. Ma c’è un problema.

Il primo passo — la data del 607 a.E.V. — non è verificabile da nessuna fonte esterna alla Torre di Guardia.

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Cosa dice la storia

La data della distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor II è stata stabilita con certezza dalla comunità accademica internazionale. Non è una questione controversa tra gli storici. Non è una questione di “opinione secolare” contro “verità biblica”. È un fatto documentato da molteplici fonti indipendenti.

La tavoletta astronomica VAT 4956, conservata al Pergamon Museum di Berlino, registra posizioni lunari e planetarie per il 37° anno di Nabucodonosor II. Queste osservazioni astronomiche — verificabili con i moderni software di astronomia — collocano inequivocabilmente il 37° anno di Nabucodonosor nel 568/567 a.E.V. Contando a ritroso, il suo 18° anno (quando distrusse Gerusalemme secondo 2 Re 25:8) cade nel 587/586 a.E.V.— non nel 607.

Questa datazione è confermata anche dalla Cronaca di Nabonedo, dai diari astronomici babilonesi, dalle liste di re babilonesi, e dall’Encyclopaedia Britannica, che data la caduta di Gerusalemme al 586 a.E.V.

Persino la Perspicacia nello studio delle Scritture, pubblicata dalla stessa Watch Tower Society, ammette che le fonti “secolari” indicano il 587/586. L’organizzazione semplicemente le rigetta, insistendo che la Bibbia indica il 607 — ma senza fornire alcuna prova archeologica o storica indipendente a supporto.

La conseguenza è devastante per l’intero sistema:

Se la data corretta è il 587 a.E.V., allora 587 + 2.520 = 1934, non 1914.

E se il 1914 non regge, non c’è base per dire che Cristo ha iniziato a regnare in quell’anno. Non c’è base per dire che nel 1919 ha “ispezionato” le religioni e scelto la Watch Tower Society. Non c’è base per dire che il Corpo Direttivo è lo “schiavo fedele e discreto”. L’intera struttura di autorità crolla.

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Matteo 24:45-51: profezia o parabola?

L’insegnamento ufficiale dei Testimoni di Geova identifica lo “schiavo fedele e discreto” di Matteo 24:45 con il Corpo Direttivo. Secondo questa interpretazione, Gesù avrebbe pronunciato una profezia specifica su un gruppo di persone che avrebbero guidato la vera congregazione cristiana negli “ultimi giorni”.

Ma guardiamo il contesto.

Matteo 24:45 non è un versetto isolato. Si trova nel mezzo di una serie di quattro illustrazioni consecutiveche Gesù usa per insegnare la stessa lezione: vigilare ed essere pronti.

  1. Il ladro di notte(Matteo 24:43-44) — Non sapete quando verrà, quindi state pronti.
  2. Lo schiavo fedele e discreto(Matteo 24:45-51) — Siate fedeli nel vostro incarico.
  3. Le dieci vergini(Matteo 25:1-13) — Tenetevi pronti, perché non sapete il giorno.
  4. I talenti(Matteo 25:14-30) — Usate bene ciò che vi è stato affidato.

Sono tutte parabole didattiche— non profezie cronologiche. Nessun biblista serio interpreta la parabola delle vergini come una profezia su un gruppo specifico di donne. Nessuno interpreta i talenti come una profezia su un gruppo specifico di investitori. Eppure si pretende che solo lo “schiavo fedele” sia una profezia su un gruppo specifico di uomini a Brooklyn.

La logica è la stessa per tutte e quattro le illustrazioni: Gesù stava insegnando ai suoi discepoli un principio universale — restare fedeli e vigili in attesa del suo ritorno. Non stava designando un’organizzazione futura.

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Lo schiavo non è ancora stato “costituito”

Ma anche se volessimo considerare Matteo 24:45 come una profezia, il testo stesso crea un problema per l’interpretazione del Corpo Direttivo. Leggiamo attentamente:

“Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo? Felice quello schiavo se il suo signore, quando verrà, lo troverà a fare così! In verità vi dico: Lo costituirà sopra tutti i suoi averi.”

— Matteo 24:45-47

La parola chiave è “quando verrà” (versetto 46). Quando arriva la ricompensa? Quando il signore viene. E quando viene il signore?

La nota marginale della stessa Traduzione del Nuovo Mondo rimanda a Rivelazione 16:15: “Ecco, io vengo come un ladro” — un testo che i Testimoni stessi collocano durante la grande tribolazione, non nel 1919.

Questo significa che, secondo la logica interna della stessa Bibbia usata dai Testimoni di Geova, la “costituzione” dello schiavo sopra tutti gli averi del signore è un evento futuro— legato alla venuta di Cristo nella grande tribolazione. Non è qualcosa che è già avvenuto nel 1919.

Eppure l’intero fondamento dell’autorità del Corpo Direttivo si basa proprio sull’affermazione che questa costituzione è già avvenuta.

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Il testimone più scomodo: Raymond Franz

Raymond Franz non era un “apostata” in cerca di vendetta. Era un uomo che aveva dedicato la propria vita all’organizzazione. Nipote di Frederick Franz (quarto presidente della Watch Tower Society), entrò a far parte del Corpo Direttivo nel 1971 e vi rimase per nove anni.

Durante il suo servizio, gli fu chiesto di contribuire all’Aiuto per la comprensione della Bibbia, un’enciclopedia biblica pubblicata dalla Società. Per le voci sulla cronologia, cercò prove che supportassero la data del 607 a.E.V. Le cercò sinceramente, con tutte le risorse dell’organizzazione a sua disposizione.

Non le trovò.

Tutte le fonti archeologiche, storiche e astronomiche indicavano il 587/586. Franz documentò tutto ciò nel suo libro Crisi di coscienza (pubblicato nel 1983), dove raccontò anche come funzionava realmente il Corpo Direttivo dall’interno: le decisioni prese a maggioranza di due terzi, i disaccordi interni, le pressioni per conformarsi.

Nel 1980, Raymond Franz fu costretto a dimettersi dal Corpo Direttivo. Nel 1981 fu disassociato— il motivo ufficiale? Aver pranzato con un ex Testimone di Geova disassociato (il suo datore di lavoro). Questo atto di normale cortesia umana fu considerato sufficiente per espellere un ex membro del Corpo Direttivo.

Crisi di coscienzarimane a oggi una delle fonti più importanti per comprendere il funzionamento interno dell’organizzazione. Non è un attacco. È una testimonianza.

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Geoffrey Jackson alla Royal Commission australiana

Il 14 agosto 2015, qualcosa di straordinario accadde. Geoffrey Jackson, membro attivo del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, fu chiamato a testimoniare sotto giuramento davanti alla Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse in Australia (Case Study No. 29).

L’indagine riguardava la gestione dei casi di abuso sessuale su minori all’interno dell’organizzazione dei Testimoni di Geova. Ma durante l’interrogatorio, emerse una dichiarazione che scosse le fondamenta stesse dell’autorità del Corpo Direttivo.

Alla domanda se il Corpo Direttivo si consideri il portavoce di Geova sulla terra, Jackson rispose:

“Credo che sarebbe piuttosto presuntuoso dire che siamo l’unico portavoce che Dio sta usando.”

— Geoffrey Jackson, trascrizione ufficiale, Royal Commission, 14 agosto 2015

Questa dichiarazione è registrata nella trascrizione ufficiale della Commissione, disponibile pubblicamente. È verificabile da chiunque.

Ma fermiamoci a riflettere su ciò che implica. Per decenni, le pubblicazioni della Torre di Guardia hanno insegnato che il Corpo Direttivo è l’unico canaleche Dio utilizza per comunicare con l’umanità. Le riviste, i libri, i discorsi alle assemblee ripetono costantemente che lasciare l’organizzazione equivale a lasciare Dio. Che non c’è salvezza al di fuori.

Eppure, sotto giuramento, davanti a una commissione governativa, un membro del Corpo Direttivo ammette che sarebbe presuntuosoaffermare di essere l’unico portavoce di Dio.

La Royal Commission concluse che le politiche dell’organizzazione per la gestione degli abusi sui minori erano “inadeguate e inefficaci”. L’indagine rivelò che 1.006 presunti abusatorierano presenti nei registri interni dell’organizzazione in Australia, e che nessuno di questi casi era stato segnalato alla polizia.

Fonte: Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse — Report of Case Study No. 29, Commonwealth of Australia, 2016. Trascrizioni disponibili sul sito ufficiale della commissione.

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Domande per riflettere

Prendi un momento di calma. Non chiudere questa pagina per paura. Leggi queste domande e lascia che il tuo cuore risponda onestamente:

  1. Se nessun archeologo, storico o astronomo al di fuori dell’organizzazione supporta la data del 607 a.E.V., su quale base la accettiamo come vera? La Bibbia ci chiede di verificare — cosa succede quando lo facciamo?
  2. Se Matteo 24:45 è una parabola (come le altre tre illustrazioni che la circondano), è corretto costruire un’intera struttura di autorità su un’interpretazione che nessun altro studioso biblico condivide?
  3. Se lo stesso testo biblico dice che lo schiavo sarà costituito “quando il signore verrà”, perché il Corpo Direttivo afferma di essere già stato costituito nel 1919?
  4. Se un membro del Corpo Direttivo ammette sotto giuramento che sarebbe “presuntuoso” dire di essere l’unico portavoce di Dio, perché le pubblicazioni continuano a insegnare esattamente questo?
  5. Se un uomo che ha fatto parte del Corpo Direttivo per nove anni cercò prove per il 607 e non le trovò, e per questo fu espulso — questo rafforza o indebolisce la credibilità di quella data?
  6. Se la verità è davvero la verità, perché non dovrebbe poter resistere a un esame onesto?
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Si potrebbe obiettare...

“La data del 607 è supportata dalla Bibbia, non dalla cronologia secolare.”

La Bibbia indica che l’esilio a Babilonia durò 70 anni (Geremia 25:11-12). Ma anche partendo da questo dato biblico, il calcolo funziona perfettamente con il 587: gli storici ritengono che i 70 anni si riferiscano al periodo di dominazione babilonese sulla regione (dal 609 al 539 a.E.V.), non alla desolazione totale di Gerusalemme. La stessa Bibbia, in 2 Cronache 36:20-21, indica che il popolo fu “schiavo” a Babilonia fino al ritorno sotto Ciro — ma non specifica una desolazione completa di 70 anni a partire dalla distruzione del tempio. Sono i 70 anni di supremazia babilonese, non di desolazione.

“Matteo 24:45 non è una parabola, è una profezia.”

Il testo non si definisce come profezia. Gesù introduce lo schiavo con una domanda retorica (“Chi è realmente...?”), la stessa struttura usata nelle altre illustrazioni. Il contesto è chiaramente didattico: sono quattro illustrazioni consecutive (il ladro, lo schiavo, le vergini, i talenti) che insegnano tutte lo stesso principio — la vigilanza e la fedeltà. Trasformare un’illustrazione in una profezia storica richiede un’operazione interpretativa che il testo non giustifica.

“Satana attacca l’organizzazione di Dio, quindi queste critiche vengono da lui.”

Questo argomento è una fallacia logica nota come “avvelenamento del pozzo”: qualsiasi critica viene preventivamente screditata attribuendola a Satana, rendendo impossibile qualsiasi verifica. Ma la Bibbia non insegna questo. Al contrario: i Bereani “esaminavano attentamente le Scritture ogni giorno per vedere se le cose stavano così” (Atti 17:11) e furono lodati per questo, non accusati di essere sotto l’influenza di Satana. Se verificare è satanico, allora anche i Bereani erano strumenti di Satana. È un ragionamento che si autodistrugge.

“La luce diventa sempre più chiara. Le dottrine si raffinano nel tempo.”

Proverbi 4:18 (“Il sentiero dei giusti è come la luce splendente che rischiara sempre più”) viene usato per giustificare i cambiamenti dottrinali. Ma c’è una differenza fondamentale tra luce che diventa più chiara (un approfondimento progressivo) e una lampadina che si accende e si spegne ripetutamente. Quando una dottrina viene insegnata, poi cambiata, poi ripristinata, poi cambiata di nuovo — come è accaduto per le trasfusioni di organi, per il servizio alternativo al militare, e per il significato di “generazione” — non si tratta di luce crescente. Si tratta di errori. E la Bibbia ha qualcosa da dire su chi insegna falsamente nel nome di Dio (Deuteronomio 18:20-22).

“Geoffrey Jackson fu frainteso. Parlava in un contesto legale.”

Jackson parlò sotto giuramento. In un contesto legale non si può mentire — la pena è il reato di spergiuro. Se davanti a un tribunale ha detto che sarebbe “presuntuoso” affermare di essere l’unico portavoce di Dio, allora o diceva la verità (e le pubblicazioni mentono), o mentiva sotto giuramento (e allora c’è un problema ancora più grave). In entrambi i casi, emerge un’incoerenza che merita riflessione.

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Una nota personale

Non scrivo queste cose per distruggere la fede. Scrivo perché amo la verità. Tutta la verità — non solo quella che è comodo sentire.

Sono cresciuto in questa organizzazione. Ho amato i fratelli. Ho predicato con sinceità. Ho creduto a tutto con il cuore. E quando ho iniziato a pormi delle domande, non l’ho fatto per ribellione. L’ho fatto perché volevo che la verità fosse davvero vera.

Se stai leggendo queste parole, probabilmente stai vivendo qualcosa di simile. Forse hai paura. Forse senti che anche solo leggere questo è sbagliato. Ma ricorda:

“Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi.”

— Giovanni 8:32

Gesù non disse “l’organizzazione vi renderà liberi”. Disse la verità. E la verità non teme l’esame.

“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”

— 1 Tessalonicesi 5:21

Vi abbraccio con tutto il cuore. Non siete soli.

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Fonti e riferimenti

Scritture citate

  • 1 Tessalonicesi 5:21
  • Luca 21:24
  • Daniele 4:10-37
  • Numeri 14:34
  • Ezechiele 4:6
  • 2 Re 25:8
  • Geremia 25:11-12
  • 2 Cronache 36:20-21
  • Matteo 24:43-51
  • Matteo 25:1-30
  • Rivelazione 16:15
  • Atti 17:11
  • Deuteronomio 18:20-22
  • Proverbi 4:18
  • Giovanni 8:32

Pubblicazioni Watch Tower

  • Perspicacia nello studio delle Scritture, Watch Tower Bible and Tract Society, 1988
  • Aiuto per la comprensione della Bibbia, Watch Tower Bible and Tract Society, 1971
  • Cosa insegna realmente la Bibbia?, capitolo 9 — “Stiamo vivendo negli ultimi giorni?”
  • La Torre di Guardia, 15 luglio 2013 — revisione della dottrina sullo “schiavo fedele e discreto”

Fonti storiche e accademiche

  • Tavoletta VAT 4956 — Pergamon Museum, Berlino. Datazione astronomica del 37° anno di Nabucodonosor II.
  • Encyclopaedia Britannica— voce “Nebuchadnezzar II” e “Jerusalem”
  • Cronaca di Nabonedo (British Museum) — cronologia dei re neobabilonesi
  • Jonsson, Carl Olof — The Gentile Times Reconsidered, Commentary Press, 1983 (4a edizione 2004)

Testimonianze e documenti

  • Franz, Raymond — Crisi di coscienza, Commentary Press, 1983
  • Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse — Report of Case Study No. 29, Commonwealth of Australia, 2016
  • Trascrizione della testimonianza di Geoffrey Jackson, 14 agosto 2015 (disponibile pubblicamente negli archivi della Royal Commission)
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