Riflessione I di III
Lo schiavo fedele e discreto: chi è realmente?
Il 1914, lo “schiavo fedele”, la dottrina del sangue e le domande che ogni cristiano sincero ha il diritto di porsi.
Tempo di lettura: ~25 minuti
“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”
PARTE 0 — Prima di tutto
1. Cari fratelli e care sorelle, prima di iniziare questa riflessione, fermiamoci un attimo. Respiriamo. E lasciamo che queste parole trovino il nostro cuore prima ancora che la nostra mente inizi a difendersi:
Quello che abbiamo trovato studiando ci ha cambiato la prospettiva. Ma una cosa non è cambiata: il Dio della Bibbia, Geova, ci ama. Non ci ha abbandonato. Non ci abbandonerà.
2.C’è un’immagine bellissima, quasi nascosta, nei primi capitoli della Genesi. Un dettaglio che spesso ci scorre davanti senza che ci fermiamo a sentirne il peso:
“Poi udirono la voce di Geova Dio che camminava nel giardino alla brezza del giorno.”
Dio che cammina. Nel giardino. Alla brezza della sera. Non un Dio lontano, non un sovrano che osserva dall’alto del suo trono. Un Dio che passeggia nel giardino per stare con i suoi figli. Questo è il Dio della Bibbia. E questo Dio non ha smesso di camminare. Non ha smesso di cercarci. Non ci ha perso di vista nemmeno per un istante.
3.Ciò che stiamo per esaminare in questa riflessione riguarda un’organizzazione. Non riguarda Dio. E Dio non è mai stato “là”, lontano, distante, da qualche parte in cielo. È qui. Accanto a noi. Di fronte a noi. Così vicino che le Scritture usano un’immagine che toglie il fiato:
“Poiché io, Geova tuo Dio, ti tengo per la mano destra, quello che ti dice: ‘Non aver paura. Io stesso ti aiuterò.’”
E ancora:
“Ma io sono sempre con te; tu hai preso la mia destra.”
4. Fermiamoci un attimo su questa immagine. Non Dio sopra di noi. Non Dio davanti a noi come un giudice. Dio accantoa noi, talmente vicino che la Sua destra prende la nostra destra — come un padre che cammina insieme al figlio, mano nella mano. Non è poesia: è quello che le Scritture dicono di Lui. Il Suo amore per noi non dipende da un tesserino, da un rapporto mensile, da quante ore di predicazione abbiamo segnato. Il Suo amore per noi dipende da una cosa sola: dal fatto che siamo Suoi figli. E un padre non smette mai di tenere la mano dei propri figli.
5.Una premessa necessaria: tutto ciò che leggeremo insieme può essere verificato con la nostra Bibbia, con le pubblicazioni della Società Torre di Guardia e con fonti storiche e legali accessibili a chiunque. Queste sono riflessioni, non dogmi. Non chiediamoci di crederci a vicenda, ma di verificare insieme. Facciamo esattamente ciò che ci è stato insegnato fin dal primo studio biblico: verificare. Se la verità è vera, non ha nulla da temere dall’esame. Se la verifichiamo e regge, la nostra fede ne uscirà più forte che mai.
PARTE 1 — Le condoglianze e il rispetto
6.Se hai perso qualcuno che amavi perché ha rifiutato una trasfusione di sangue seguendo le indicazioni dell’organizzazione, queste righe sono anche per te. Il tuo dolore è reale. La tua perdita è reale. E meriti delle risposte.
7.Se sei un genitore che ha dovuto guardare negli occhi un medico e dire “no” mentre tuo figlio aveva bisogno di sangue, e hai sentito il peso di quell’obbedienza schiacciarti il petto come una pietra, sappi che nessuno qui ti giudica. Hai fatto ciò che credevi fosse giusto. Hai fatto ciò che uomini in cui riponevi fiducia ti hanno detto che Dio richiedeva. Il tuo cuore era puro. La tua intenzione era santa.
8.Il 20 marzo 2026, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha annunciato un aggiornamento significativo sulla dottrina del sangue, allentando le restrizioni che per decenni avevano vincolato milioni di persone. Un aggiornamento che, nei fatti, significa questo: ciò che prima era considerato un peccato grave — ciò per cui si poteva essere disassociati, ciò per cui si doveva essere disposti a morire — ora non lo è più.
9.Fermiamoci su questo punto. Perché è un punto che brucia. E merita di essere detto con tutta l’onestà di cui siamo capaci.
Non possiamo sapere con certezza cosa sarebbe successo in ogni singolo caso. Ma per le persone che sono morte prima del 20 marzo 2026 per aver rifiutato trasfusioni di sangue, l’aver provato a salvarle avrebbe dimostrato amore e rispetto per la vita. Non averci nemmeno provato — questo è ciò che pesa. Madri, padri, figli, figlie, fratelli, sorelle. Persone reali con volti reali, con famiglie reali, con vite che avevano ancora tanto da dare. A cui non è stata data nemmeno la possibilità di provare.
10.Secondo le stime basate sui dati delle pubblicazioni mediche e sulle statistiche dell’organizzazione stessa, circa 33.000 Testimoni di Geova hanno perso la vita nel corso dei decenni per aver rifiutato trattamenti salvavita legati al sangue. Trentatremila. Non è un numero. Sono trentatremila storie che si sono interrotte. Trentatremila famiglie che non sono più intere. Trentatremila sedie vuote a tavola.
11.Non diciamo questo con rabbia. Lo diciamo con dolore. E con il dovere — che sentiamo come fratelli — di riflettere. Perché se anche una sola di quelle persone è morta per un’interpretazione che ora è stata rivista, allora abbiamo il diritto e il dovere di chiederci: su quale base venivano prese quelle decisioni? E chi aveva l’autorità di prenderle?
PARTE 2 — Jeffrey Winder e il ruolo del Corpo Direttivo
12.Per rispondere a queste domande, cominciamo da ciò che il Corpo Direttivo dice di sé stesso. Non da ciò che dicono i critici. Non da ciò che dicono gli “apostati”. Da ciò che dicono loro.
13.Il fratello Jeffrey Winder, membro del Corpo Direttivo, ha dichiarato chiaramente in un video ufficiale dell’organizzazione:
Il Corpo Direttivo non è né ispirato né infallibile.
Questa non è un’accusa. È una loro ammissione. La “nuova luce” — quel meccanismo con cui l’organizzazione spiega i cambiamenti di dottrina — non arriva da Gesù Cristo sotto forma di ispirazione divina. Arriva, come loro stessi riconoscono, da “uno studio approfondito delle Scritture”. In altre parole: è il risultato del lavoro intellettuale di un gruppo di uomini.
14.E questo cambia tutto. Perché se il Corpo Direttivo è composto da uomini non ispirati e non infallibili, allora sono esattamente ciò che dicono di essere: semplici uomini che possono commettere errori. E purtroppo questi errori non sono rimasti sulla carta. Li stiamo pagando noi. Li hanno pagati le 33.000 persone che non sono più con noi.
15.Vogliamo essere chiari su un punto: noi non odiamo il Corpo Direttivo. Non siamo arrabbiati con loro come individui. Li trattiamo per ciò che sono — uomini che hanno commesso degli errori, non nemici. Il loro ruolo, come loro stessi hanno definito, non è di ricevere obbedienza cieca, bensì di provvedere cibo spirituale per nutrire i fratelli spiritualmente. E per questo li apprezziamo. Siamo grati per il lavoro che svolgono.
16.Ma da qui ad obbedire senza riflettere su questioni che possono determinare la nostra vita o la nostra morte, c’è un passo enorme. Un passo che la Bibbia stessa non ci chiede di fare. Anzi, ci chiede il contrario:
“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”
“Diletti, non credete a ogni espressione ispirata, ma provate le espressioni ispirate per vedere se hanno origine da Dio.”
17.Se persino le “espressioni ispirate” vanno verificate, quanto più le direttive di uomini che ammettono di non essere ispirati?
PARTE 3 — La metafora dell’anello
18.Per capire fino in fondo cosa è successo con la dottrina del sangue, usiamo un’immagine semplice. Un’immagine che parla al cuore prima che alla mente.
19.Nella Bibbia, il sangue rappresenta la vita. Questo è chiaro. Geova disse a Noé:
“Solo la carne con la sua anima — il suo sangue — non dovete mangiare.”
Il sangue è sacro perché rappresentala vita. È un simbolo. Un simbolo potente, un simbolo importante, un simbolo che Dio ha stabilito. Ma è pur sempre un simbolo. Il sangue rappresentala vita così come un anello nuziale rappresenta il matrimonio.
20.Ora immaginate questo scenario. Un uomo ama profondamente sua moglie. Porta la fede al dito con orgoglio. Un giorno, qualcuno gli dice: “Per salvaguardare il tuo anello, devi tradire tua moglie. Devi distruggere il matrimonio stesso — ma almeno l’anello sarà salvo.”
Assurdo, vero? Nessuna persona sana di mente distruggerebbe un matrimonio per salvare il simbolo del matrimonio. Perché il simbolo esiste per onorare ciò che rappresenta — non il contrario.
21.Eppure è esattamente ciò che è stato chiesto a migliaia di persone. Per onorare il simbolodella vita — il sangue — è stato chiesto di sacrificare la vita stessa. Per preservare l’anello, si è distrutto il matrimonio. Per proteggere il simbolo, si è annientata la realtà che quel simbolo doveva rappresentare.
22. Ha senso? Ha senso, per onorare il simbolo della vita, uccidere la vita?
È una domanda semplice. E la risposta, nel profondo del cuore, la conosciamo tutti.
PARTE 4 — Il Dio che salva — sempre
23.Ma c’è qualcosa di ancora più profondo che merita la nostra attenzione. Ed è il caratteredi Dio. Non ciò che gli uomini dicono di Dio, ma ciò che Dio ha mostratodi Sé stesso, pagina dopo pagina, dalla Genesi alla Rivelazione.
24. Il Dio della Bibbia ha semprefatto di tutto per salvare anche un solo fedele. Non è un Dio che cerca scuse per condannare. È un Dio che cerca scuse per salvare.
25. Consideriamo Sodoma e Gomorra. Abraamo si presenta davanti a Geova e inizia a negoziare:
“Supponiamo che ci siano cinquanta giusti nella città. [...] È davvero tua intenzione spazzarla via e non perdonare al luogo per amore dei cinquanta giusti che vi sono dentro?”
E Geova risponde: “Se troverò a Sodoma cinquanta giusti nella città, perdonerò all’intero luogo per amor loro.” Poi Abraamo scende a quarantacinque. Poi a quaranta. Poi a trenta. Poi a venti. Poi a dieci. E ogni volta — ogni singola volta— Dio dice sì. Non “basta così”. Non “stai esagerando”. Dice sì. Perché Dio cerca scuse per salvare. Non cerca scuse per distruggere.
26.Consideriamo la manna nel deserto. Il popolo di Israele — quel popolo ribelle, lamentoso, che al primo problema voleva tornare in Egitto — Dio lo ha nutrito. Ogni. Singolo. Giorno. Per quarant’anni.
“Geova disse a Mosè: ‘Ecco, vi farò piovere pane dal cielo.’”
Non li ha lasciati morire di fame. Non ha detto “arrangiatevi, ve lo meritate per le vostre lamentele”. Li ha nutriti. Ogni mattina. Per quarant’anni. Perché è un Dio che provvede. Anche quando i Suoi figli non lo meritano.
27.Consideriamo l’Esodo stesso. Il popolo era schiavo in Egitto. Soffriva sotto il giogo. E Dio cosa fece?
“Geova disse: ‘Ho certamente visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il suo grido a causa dei suoi aguzzini; perché conosco bene le sue pene. Sono sceso per liberarlo dalla mano degli egiziani.’”
Dio ha sentito. Dio ha visto. Dio è sceso. Non ha mandato un comunicato stampa dal cielo. È sceso personalmente. Perché il dolore dei Suoi figli non lo lascia indifferente.
28.E poi c’è Gesù. Gesù, che guariva di sabato.
“Poi disse loro: ‘È lecito fare una cosa buona di sabato oppure fare una cosa cattiva, salvare un’anima o ucciderla?’ Ma quelli tacevano.”
“Il sabato è stato fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato.”
29.Fermiamoci su queste parole. Il sabato era una legge data da Dio stesso. Non un’interpretazione umana — una legge divina. Eppure Gesù, il Figlio di Dio, la infranse per salvare la vita. Perché? Perché la legge esisteva per servire l’uomo, non per ucciderlo. Il sabato era stato fatto perl’uomo. Il sangue — come simbolo — era stato stabilito peronorare la vita. Nel momento in cui il rispetto del simbolo richiede la distruzione di ciò che rappresenta, qualcosa si è rotto nel ragionamento.
30.E consideriamo la donna curva da diciotto anni, che Gesù guarì di sabato:
“Il Signore gli rispose: ‘Ipocriti, ciascuno di voi di sabato non scioglie forse il suo toro o il suo asino dalla mangiatoia per condurlo a bere? E questa donna, che è figlia di Abraamo e che Satana teneva legata da ben diciotto anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?’”
Gesù non disse: “Aspettate domani, oggi è sabato.” Disse: “È figlia di Abraamo. Va liberata. Adesso.” La vita viene prima del simbolo. Sempre.
31. Ora, la domanda che sorge naturale, e che lasciamo entrare nel cuore senza paura:
Se questo è il Dio della Bibbia — il Dio che negozia per salvare, che nutre ogni giorno, che scende per liberare, che infrange la legge del sabato per guarire — questo stesso Dio sacrificherebbe 33.000 dei Suoi figli per una comprensione sbagliata di un simbolo?
Questo è il Dio che conosciamo? O forse — solo forse — qualcuno ci ha raccontato una versione di Dio che non corrisponde a ciò che Lui stesso ha rivelato?
PARTE 5 — Le domande che sorgono
32.A questo punto, è naturale che sorgano delle domande. Non domande di ribellione. Domande di coscienza. Domande che qualsiasi cristiano sincero ha il diritto e il dovere di porsi.
33.Se il Corpo Direttivo è composto da uomini non ispirati e non infallibili — come loro stessi ammettono — allora sorgono tre domande fondamentali:
34. Prima domanda:Il Corpo Direttivo rappresenta davvero un gruppo di uomini costituito da Gesù Cristo nel 1919 come “schiavo fedele e discreto”? Su quale base? Con quali prove? E se questa affermazione non regge, cosa significa per la struttura di autorità che da essa dipende?
35. Seconda domanda:La Bibbia profetizzò realmente che nel “tempo della fine” sarebbe stato costituito uno schiavo organizzato a cui andava obbedienza? O questa è un’interpretazione che il testo non supporta?
36. Terza domanda:Se non sono ispirati, su quale base chiedono obbedienza su questioni di vita o di morte? Se possono sbagliare — e hanno sbagliato, come dimostra l’aggiornamento del 20 marzo 2026 — è saggio affidare la propria vita e quella dei propri figli a un’interpretazione che domani potrebbe cambiare?
37.Sono domande legittime. Sono domande che meritano risposte oneste. E le risposte — come vedremo — si trovano nella Bibbia stessa. Non servono fonti esterne. Non servono “apostati”. Basta la Parola di Dio.
PARTE 6 — Lo schiavo fedele: parabola, non profezia
38.L’insegnamento ufficiale dei Testimoni di Geova identifica lo “schiavo fedele e discreto” di Matteo 24:45 con il Corpo Direttivo. Secondo questa interpretazione, Gesù avrebbe pronunciato una profezia specificasu un gruppo di persone che avrebbero guidato la vera congregazione cristiana negli “ultimi giorni”. Ma guardiamo il contesto. Prendiamo la Bibbia — la nostraBibbia, la Traduzione del Nuovo Mondo — e leggiamo.
39.Matteo 24:45 non è un versetto isolato. Si trova nel mezzo di una serie di quattro illustrazioni consecutiveche Gesù usa per insegnare la stessa lezione: vigilare ed essere pronti.
- Il ladro di notte(Matteo 24:43-44) — Non sapete quando verrà, quindi state pronti.
- Lo schiavo fedele e discreto(Matteo 24:45-51) — Siamo fedeli nel nostro incarico.
- Le dieci vergini(Matteo 25:1-13) — Tenetevi pronti, perché non sapete il giorno.
- I talenti(Matteo 25:14-30) — Usiamo bene ciò che ci è stato affidato.
40. Sono tutte parabole didattiche. Illustrazioni. Immagini che Gesù usava per insegnare un principio. Nessun biblista serio — nessuno, al di fuori dell’organizzazione dei Testimoni di Geova — interpreta la parabola delle dieci vergini come una profezia su un gruppo specifico di donne. Nessuno interpreta i talenti come una profezia su un gruppo specifico di investitori. Nessuno interpreta il ladro di notte come una profezia su un furto specifico.
41. Eppure si pretende che sololo “schiavo fedele” sia una profezia su un gruppo specifico di uomini. Perché? Quale criterio di lettura giustifica il trattare un’illustrazione in una serie come profezia e le altre tre come parabole? Il testo non lo fa. Il contesto non lo supporta. Solo l’organizzazione lo richiede — perché dalla risposta a questa domanda dipende la sua stessa autorità.
42.Ma c’è un altro elemento che rende l’interpretazione ancora più problematica. Leggiamo il testo completo:
“Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo? Felice quello schiavo se il suo signore, quando verrà, lo troverà a fare così! In verità vi dico: lo costituirà sopra tutti i suoi averi.”
43. Ma la parabola non si ferma qui. Continua:
“Ma se mai quello schiavo malvagio dicesse in cuor suo: ‘Il mio signore tarda’, e cominciasse a battere i suoi conservi e a mangiare e bere con gli ubriaconi...”
Lo schiavo nella parabola è uno solo. E può rivelarsi fedele oppuremalvagio. Non è una nomina già avvenuta. È una possibilità aperta. È un “chi sarà trovato fedele quando il signore verrà?” — non un “chi è già stato nominato nel 1919?”
44. E lo schiavo malvagio cosa fa? “Batte i suoi conservi.”Fermiamoci su questa immagine. Chi “batte i conservi” — cioè maltratta i propri confratelli — proibendo cure mediche salvavita? Chi costringe uomini e donne a scegliere tra la vita e l’appartenenza alla congregazione? Chi ha creato un sistema in cui rifiutare una trasfusione è un atto di fede, e accettarla è un motivo di disassociazione?
45. Non stiamo accusando nessuno. Stiamo leggendo il testo. E il testo parla da solo.
PARTE 7 — Il 1914 non regge
46.Ma c’è un problema ancora più fondamentale. Perché anche se volessimo accettare che Matteo 24:45 sia una profezia (e non lo è), l’intera costruzione si basa su una data: il 1914. E il 1914 si basa su un calcolo. Un calcolo che si basa su una data: il 607 a.E.V. E il 607 a.E.V. non regge.
47.Ecco il calcolo, come lo insegna l’organizzazione:
- Punto di partenza:607 a.E.V. — anno in cui, secondo l’organizzazione, Gerusalemme fu distrutta da Nabucodonosor, segnando l’inizio dei “tempi dei Gentili” (Luca 21:24).
- Durata:2.520 anni — basati su Daniele capitolo 4 (il sogno dell’albero), applicando la regola “un giorno per un anno” (Numeri 14:34; Ezechiele 4:6): 7 tempi × 360 giorni = 2.520 giorni = 2.520 anni.
- Punto di arrivo: 607 a.E.V. + 2.520 anni = 1914 E.V.
Il ragionamento sembra logico. Ma il primo passo — la data del 607 a.E.V. — è il punto dove tutto crolla.
48. Nessuna fonte storica al di fuori dell’organizzazione dei Testimoni di Geova conferma il 607 a.E.V.
Non “quasi nessuna”. Non “poche”. Nessuna.
49. La tavoletta astronomica VAT 4956, conservata al Pergamon Museum di Berlino, registra posizioni lunari e planetarie per il 37esimo anno di Nabucodonosor II. Queste osservazioni astronomiche — verificabili con i moderni software di astronomia — collocano inequivocabilmente il 37esimo anno di Nabucodonosor nel 568/567 a.E.V. Contando a ritroso, il suo 18esimo anno (quando distrusse Gerusalemme, secondo 2 Re 25:8) cade nel 587/586 a.E.V. Non nel 607.
50.Questa datazione è confermata da:
- La Cronaca di Nabonedo(British Museum) — cronologia dei re neobabilonesi
- I diari astronomici babilonesi— osservazioni indipendenti
- Le liste di re babilonesi— registri ufficiali
- L’Encyclopaedia Britannica— voce “Nebuchadnezzar II”
- Ogni singolo dipartimento di storia antica di ogni università del mondo
51. Persino la Perspicacia nello studio delle Scritture, pubblicata dalla stessa Watch Tower Society, ammette che le fonti “secolari” indicano il 587/586. L’organizzazione semplicemente le rigetta, sostenendo che la Bibbia indica il 607. Ma non fornisce alcuna prova archeologica, storica o astronomica indipendente a supporto. Nessuna.
52.La conseguenza è devastante per l’intero sistema dottrinale:
Se la data corretta è il 587 a.E.V., allora 587 + 2.520 = 1934. Non 1914.
Se il 1914 non regge, non c’è base per dire che Cristo ha iniziato a regnare in quell’anno. Se Cristo non ha iniziato a regnare nel 1914, non c’è base per dire che nel 1919 ha “ispezionato” le religioni della terra e scelto la Watch Tower Society. Se non ha scelto la Watch Tower Society, non c’è base per dire che il Corpo Direttivo è lo “schiavo fedele e discreto”. L’intera struttura di autorità crolla. Come una torre di carte a cui si toglie la carta in basso.
53.Raymond Franz — nipote di Frederick Franz (quarto presidente della Watch Tower Society) e membro del Corpo Direttivo dal 1971 al 1980 — racconta nel suo libro Crisi di coscienzache quando gli fu chiesto di ricercare materiale sulla cronologia per l’enciclopedia biblica dell’organizzazione, cercò sinceramente prove che supportassero il 607 a.E.V. Le cercò per mesi, con tutte le risorse della sede mondiale a sua disposizione.
Non le trovò.
Tutte le fonti — tutte, senza eccezione — indicavano il 587/586. Franz documentò tutto nel suo libro. Non per rabbia. Non per vendetta. Per onestà.
PARTE 8 — Gesù mise in guardia
54.C’è un aspetto di questa vicenda che spesso viene trascurato, ma che è di un’importanza cruciale. Gesù stesso mise in guardia i suoi discepoli da chi avrebbe cercato di stabilire date e tempi:
“Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre.”
55.Nessuno. Né gli angeli. Né il Figlio stesso. Solo il Padre. Eppure l’organizzazione dei Testimoni di Geova ha predetto la fine — o eventi legati alla fine — in almeno sei occasioni:
- 1874— inizialmente indicato come anno della “presenza invisibile” di Cristo
- 1914— anno della fine del mondo (poi reinterpretato come inizio del regno invisibile)
- 1918— anno in cui i governi e le chiese sarebbero stati distrutti
- 1925— anno della risurrezione dei patriarchi (Abraamo, Isacco, Giacobbe). Il giudice Rutherford fece costruire una villa a San Diego — Beth Sarim, “Casa dei Principi” — per ospitarli
- 1975— anno in cui sarebbero trascorsi 6.000 anni dalla creazione di Adamo (con forte implicazione che Armaghedon sarebbe arrivato)
- “Generazione del 1914”— chi era vivo nel 1914 avrebbe visto la fine. Dottrina insegnata per decenni, poi cambiata nel 1995, poi cambiata di nuovo nel 2010 con la teoria delle “generazioni sovrapposte”
56.Sei tentativi. Sei fallimenti. E ogni volta, il peso di quelle previsioni sbagliate è ricaduto sui fedeli. Persone che hanno venduto case, lasciato lavori, rinunciato a istruzione e carriere, rimandato matrimoni e figli — perché “la fine è vicina”. E poi la fine non è arrivata. E loro hanno dovuto raccogliere i pezzi delle loro vite in silenzio.
57.Ma Gesù non si era limitato a dire “nessuno conosce il giorno”. Aveva anche dato un avvertimento specifico:
“Egli disse: ‘Badate di non essere sviati, poiché molti verranno nel mio nome dicendo: “Io sono” e: “Il tempo dovuto è vicino”. Non andate dietro a loro.’”
“Il tempo dovuto è vicino.”Non andate dietro a loro. Le parole di Gesù. Non le nostre.
58.E c’è un altro insegnamento di Gesù che merita attenzione:
“Ma voi non fatevi chiamare Rabbi, poiché uno solo è il vostro maestro, mentre voi siete tutti fratelli. Inoltre, non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, poiché uno solo è il vostro Padre, il celeste. Né fatevi chiamare ‘conduttori’, poiché il vostro Conduttore è uno solo, il Cristo.”
59.Un solo Conduttore. Un solo Maestro. Il Cristo. Non un corpo direttivo. Non un gruppo di uomini a Warwick, New York. Gesù non disse: “Un giorno nominerò otto uomini che vi guideranno e a cui dovrete obbedire.” Disse: “Il Conduttore è uno solo — io.”
Verifichiamo insieme questi versetti nella nostra Bibbia. La Traduzione del Nuovo Mondo. Le parole sono lì. Chiare. Inequivocabili.
PARTE 9 — Geoffrey Jackson alla Royal Commission
60. Il 14 agosto 2015, qualcosa di straordinario accadde. Geoffrey Jackson, membro attivo del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, fu chiamato a testimoniare sotto giuramento davanti alla Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse in Australia (Case Study No. 29).
61.L’indagine riguardava la gestione dei casi di abuso sessuale su minori all’interno dell’organizzazione. Ma durante l’interrogatorio, emerse una dichiarazione che è impossibile ignorare.
Alla domanda se il Corpo Direttivo si consideri il portavoce di Geova sulla terra, Jackson rispose:
“Credo che sarebbe piuttosto presuntuoso dire che siamo l’unico portavoce che Dio sta usando.”
62. Leggiamo di nuovo. “Sarebbe piuttosto presuntuoso.” Queste sono le parole di un membro del Corpo Direttivo. Sotto giuramento. Davanti a una commissione governativa.
63.Ma per decenni, le pubblicazioni della Torre di Guardia hanno insegnato esattamente il contrario. Le riviste, i libri, i discorsi alle assemblee ripetono costantemente che il Corpo Direttivo è l’unico canaleche Dio utilizza per comunicare con l’umanità. Che lasciare l’organizzazione equivale a lasciare Dio. Che non c’è salvezza al di fuori.
64.La stessa Royal Commission definì questa risposta incoerentecon ciò che l’organizzazione insegna ai suoi membri. E la domanda sorge spontanea: se un membro del Corpo Direttivo dice una cosa ai fedeli durante le adunanze e un’altra cosa sotto giuramento davanti a un tribunale, quale delle due è la verità?
65.Non stiamo suggerendo una risposta. Stiamo ponendo la domanda. E riflettiamoci insieme con onestà, usando le nostre facoltà di pensiero — quelle stesse facoltà che Geova ci ha dato.
La trascrizione completa della testimonianza di Geoffrey Jackson è disponibile pubblicamente negli archivi della Royal Commission australiana. Chiunque può verificarla. Vale la pena farlo insieme.
PARTE 10 — Non sei solo
66.Se sei arrivato fin qui, probabilmente il tuo cuore sta battendo forte. Forse senti un nodo allo stomaco. Forse una parte di te vuole chiudere questa pagina e dimenticare tutto. Forse un’altra parte di te sa — lo sa nel profondo — che queste domande meritano risposte.
67.Se ti senti in caduta libera dopo questa lettura, è normale. È assolutamente normale. Quando il pavimento su cui hai camminato per anni inizia a scricchiolare sotto i piedi, la prima reazione è la paura. Ma c’è una cosa che abbiamo scoperto camminando insieme — e che va sentita col cuore, non solo con la mente:
Non sei solo.
68.Ci sono migliaia di fratelli e sorelle in tutto il mondo che stanno attraversando le stesse domande. Che stanno scoprendo le stesse cose. Che stanno sentendo le stesse emozioni. Non siamo “apostati”. Non siamo “malati spiritualmente”. Siamo cristiani sinceri che stanno facendo esattamente ciò che la Bibbia chiede: verificare. Accertarsi. Esaminare.
69.E una cosa l’abbiamo capita insieme: la nostra fede in Dio non deve crollare perché l’organizzazione vacilla. Dio e l’organizzazione non sono la stessa cosa. Se scopriamo che un’interpretazione era sbagliata, questo non cambia chi è Dio. Non cambia il Suo amore per noi. Non cambia il Suo proposito. Cambia solo la nostra comprensione di chi ci stava raccontando la Sua storia.
70.Ricordiamo Genesi 3:8? Il Dio che cammina nel giardino alla brezza della sera? Quel Dio è ancora lì. Sta ancora camminando. Sta ancora cercando i Suoi figli. E non ci ha perso di vista.
71.Questa è solo la prima riflessione. Il viaggio non finisce qui — anzi, il meglio deve ancora venire.
Nella Riflessione 2scopriremo chi sono gli uomini dietro l’organizzazione. La storia che non viene raccontata nei libri di studio. Le decisioni che vengono prese dietro porte chiuse. Non per giudicare — ma per capire. Perché conoscere la verità intera è un diritto di ogni cristiano.
72. Nella Riflessione 3 scopriremo un Dio che forse non abbiamo mai conosciuto davvero. Non il Dio dell’organizzazione — il Dio della Bibbia. Un Padre che non ci chiede di guadagnarci il Suo amore. Un Padre che cammina nel giardino ogni sera per stare con noi. Un Padre che ha mandato Suo Figlio non per condannarci, ma per salvarci (Giovanni 3:17).
73.Non fermiamoci qui. Non lasciamo che la paura ci blocchi. Il viaggio può essere doloroso, ma la destinazione — ne siamo convinti — vale ogni lacrima versata lungo il cammino.
“Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi.”
“Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.”
Domande per riflettere
Prendiamoci un momento di calma. Non chiudiamo questa pagina per paura. Leggiamo queste domande e lasciamo che il nostro cuore risponda onestamente:
- Se il Corpo Direttivo ammette di non essere né ispirato né infallibile, su quale base è giusto affidargli decisioni che riguardano la vita e la morte — come la dottrina del sangue?
- Se circa 33.000 persone sono morte per una dottrina che ora è stata rivista, cosa ci dice questo sull’affidabilità di chi quella dottrina l’ha insegnata come volontà divina?
- Se Gesù ha infranto la legge del sabato per salvare la vita (Marco 3:4), può davvero lo stesso Dio chiedere a qualcuno di morire per il simbolo della vita?
- Se nessuna fonte storica, archeologica o astronomica al di fuori dell’organizzazione conferma il 607 a.E.V., e se il 607 crolla allora crolla anche il 1914 e quindi la nomina dello schiavo nel 1919 — su quale base accettiamo l’autorità del Corpo Direttivo?
- Se un membro del Corpo Direttivo ammette sotto giuramento che sarebbe “presuntuoso” dirsi l’unico portavoce di Dio, perché le pubblicazioni continuano a insegnare esattamente questo? Quale versione è vera?
- Se Gesù disse “non andate dietro a loro” riguardo a chi afferma “il tempo è vicino” (Luca 21:8), e l’organizzazione ha predetto la fine almeno sei volte sbagliando sempre — cosa ci insegna questo?
Fonti e riferimenti
Scritture citate (dalla Traduzione del Nuovo Mondo)
- Genesi 3:8
- Genesi 9:4
- Genesi 18:24
- Esodo 3:7-8
- Esodo 16:4
- Numeri 14:34
- 2 Re 25:8
- Daniele 4:10-37
- Ezechiele 4:6
- Geremia 25:11-12
- Matteo 23:8-10
- Matteo 24:36
- Matteo 24:43-51
- Matteo 25:1-30
- Marco 2:27
- Marco 3:1-6
- Luca 13:10-17
- Luca 21:8
- Luca 21:24
- Giovanni 3:17
- Giovanni 8:32
- Atti 17:11
- 1 Tessalonicesi 5:21
- 1 Giovanni 4:1
- Rivelazione 16:15
Pubblicazioni Watch Tower
- Perspicacia nello studio delle Scritture, Watch Tower Bible and Tract Society, 1988
- Aiuto per la comprensione della Bibbia, Watch Tower Bible and Tract Society, 1971
- Cosa insegna realmente la Bibbia?, capitolo 9 — “Stiamo vivendo negli ultimi giorni?”
- La Torre di Guardia, 15 luglio 2013 — revisione della dottrina sullo “schiavo fedele e discreto”
- Video ufficiale JW Broadcasting con dichiarazioni di Jeffrey Winder sul ruolo del Corpo Direttivo
Fonti storiche e accademiche
- Tavoletta VAT 4956 — Pergamon Museum, Berlino. Datazione astronomica del 37esimo anno di Nabucodonosor II.
- Encyclopaedia Britannica— voce “Nebuchadnezzar II” e “Jerusalem”
- Cronaca di Nabonedo (British Museum) — cronologia dei re neobabilonesi
- Jonsson, Carl Olof — The Gentile Times Reconsidered, Commentary Press, 1983 (4a edizione 2004)
Testimonianze e documenti
- Franz, Raymond — Crisi di coscienza, Commentary Press, 1983
- Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse — Report of Case Study No. 29, Commonwealth of Australia, 2016
- Trascrizione della testimonianza di Geoffrey Jackson, 14 agosto 2015 (disponibile pubblicamente negli archivi della Royal Commission)
Dottrina del sangue
- Aggiornamento del 20 marzo 2026 del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova sulla dottrina del sangue
- Stime sulla mortalità legata al rifiuto delle trasfusioni: pubblicazioni mediche e dati statistici dell’organizzazione
Date predette dall’organizzazione
- 1874: The Watchtower, C.T. Russell — “presenza invisibile” di Cristo
- 1914: Studies in the Scriptures, vol. II-III — fine del mondo prevista
- 1918: The Finished Mystery, 1917
- 1925: Millions Now Living Will Never Die, J.F. Rutherford, 1920
- 1975: Vita eterna nella libertà dei figli di Dio, Watch Tower, 1966
- Beth Sarim: proprietà acquistata nel 1929, venduta nel 1948
Questa riflessione è stata scritta con amore, per amore della verità.
Tutto ciò che abbiamo scritto può essere verificato. Facciamolo insieme.
Non crediamoci sulla parola. Prendiamo la nostra Bibbia. Controlliamo le fonti. Accertiamoci di ogni cosa.
E ricordiamoci una cosa: qualunque cosa scopriremo, il Dio della Bibbia ci ama. Non ci ha abbandonato. Non ci abbandonerà.
Un Membro degli Amanti della Verità
